DIVISIONE

Tribunale di Napoli, sezione VIII civile, sentenza 8 maggio 2026 n. 7656 - Giudice De Luca

Divisione ereditaria - Domanda - Limiti - Principio dell'universalità della divisione - Derogabilità - Divisione parziale - Ammissibilità. (Cpc, articolo 713)

Il principio dell'universalità della divisione ereditaria non è inderogabile ed è possibile una divisione parziale, sia quando al riguardo intervenga un accordo tra le parti, sia quando, essendo stata richiesta tale divisione da una delle parti, le altre non amplino la domanda, chiedendo a loro volta la divisione dell'intero asse (Nel caso di specie, richiamato l'enunciato principio e rilevato che, nella circostanza, la resistente, senza opporsi alla richiesta di divisione dei soli buoni fruttiferi postali oggetto di causa, aveva solo ampliato l'oggetto dei beni da dividere, sempre rimasti parziali e non estesi all'intero asse ereditario, e, a fronte di tale ampliamento, i ricorrenti avevano aderito, il giudice adito ha ritenuto raggiunto un espresso accordo processuale delle parti sulla divisione dei soli beni mobili indicati nei rispettivi atti introduttivi, la cui appartenenza alla "de cuius" risultava del resto pacifica e in alcuno modo in discussione).

LOCAZIONI

Tribunale di Treviso, sezione III civile, sentenza 20 maggio 2026 n. 688 - Giudice Andreatta

Obbligazioni del conduttore - Danni per ritardata restituzione - Articolo 1591 Cc - Diritto al risarcimento del maggior danno - Onere probatorio del locatore - Oggetto - Individuazione. (Cc, articoli 1591 e 2697)

In tema di locazione, il diritto al risarcimento del maggior danno di cui all'articolo 1591 del Cc, richiede, la specifica dimostrazione di un'effettiva lesione del patrimonio del locatore, consistente nel non aver potuto dare in locazione il bene per un canone più elevato, nel non averlo potuto utilizzare direttamente e tempestivamente, nella perdita di occasioni di vendita ad un prezzo conveniente od in altre analoghe situazioni pregiudizievoli, non essendo sufficiente l'astratta configurabilità di ipotesi di locazione o di vendita del bene a condizioni più vantaggiose, gravando sul locatore medesimo l'onere di provare l'esistenza di concrete proposte contrattuali o trattative. Il locatore è tenuto, pertanto, a provare che, se avesse tempestivamente ricevuto la restituzione dell'immobile, lo avrebbe subito impiegato ottenendo in cambio un'utilità maggiore della sola indennità di occupazione dovuta dal conduttore (Nel caso di specie, il giudice adito ha ritenuto che parte ricorrente non avesse provato concretamente l'esistenza del maggior danno derivante dall'impossibilità di disporre dell'immobile a seguito dell'avvenuta cessazione del contratto di locazione, non avendo allegato specifiche proposte di locazione o di compravendita relative all'immobile "de quo" successive alla scadenza del rapporto, né altre concrete offerte di utilizzazione dello stesso ad un prezzo più vantaggioso, non potendosi considerare quale concreta proposta la mera e generica dichiarazione di un terzo di essere interessato all'acquisto dell'immobile).

Tribunale di Viterbo, sezione civile, sentenza 11 marzo 2026 n. 216 - Giudice Del Castello

Obbligazioni del conduttore - Pagamento del canone - Giudizio di sfratto per morosità - Richiesta di concessione del cosiddetto "termine di grazia" - Mancato adempimento nel termine fissato dal giudice - Conseguenze. (Cc, articoli 1587, 2937 e 2948; Cpc, articoli 663 e 665; Legge, n. 392/1978, articolo 55)

In tema di locazione, il conduttore che, convenuto in un giudizio di sfratto per morosità, abbia richiesto la concessione del cosiddetto "termine di grazia", manifesta implicitamente, per ciò solo, una volontà incompatibile con quella di opporsi alla convalida, sicché al mancato adempimento nel termine fissato dal giudice consegue "ipso facto" l'emissione da parte di questi dell'ordinanza di convalida ex articolo 663 del Cpc, senza che possano assumere rilievo eventuali eccezioni o contestazioni circa la sussistenza e/o l'entità del credito vantato dal locatore sollevate dopo la predetta richiesta di termine per sanare la morosità (Nel caso di specie, relativo ad un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, insorto a seguito di un procedimento per convalida di sfratto per morosità, nel quale l'odierno ricorrente si era costituito richiedendo la concessione del termine di grazia ex articolo 55 della legge n. 392 del 1978, poi rimasto inadempiuto, il giudice adito, richiamato l'enunciato principio e rilevata l'evidente incompatibilità logica tra la domanda proposta nel precedente giudizio e la attuale formulazione dell'eccezione di prescrizione ex articolo 2948, comma 1, n. 3), del Cc, ha ritenuto che, con la predetta la richiesta, lo stesso avesse manifestato una univoca volontà di rinuncia tacita all'eccezione medesima ai sensi dell'articolo 2937, comma 3, del Cc).

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