ALIMENTI E BEVANDE
Sicurezza e igiene alimentare - Alimenti in cattivo stato di conservazione - Affidamento del consumatore - Violazione - Sussistenza - Soggetto attivo del reato - Posizione di garanzia - Sussistenza - Ragioni. (Legge 283/1962, articoli 5 e 6)
In tema di disciplina igienico-sanitaria degli alimenti, la presenza di alimenti in cattivo stato di conservazione all'interno del complesso dell'esercizio commerciale viola l'affidamento del consumatore a che il prodotto giunga al consumo con le cure igieniche imposte dalla sua natura, cui corrisponde, sul versante del soggetto attivo del reato, una posizione di garanzia circa la sussistenza, in tutta la filiera alimentare, dei requisiti di igiene, e ciò indipendentemente dalla concerta messa in vendita dell'alimento; ciò perché la normativa penale sugli alimenti di cui alla legge n. 283/1062 ha come obiettivo primario la protezione della salute collettiva, e che tale obiettivo deve essere perseguito anche attraverso la prevenzione dei rischi potenziali, e non solo dei danni effettivi, con la conseguenza che gli operatori commerciali devono prestare attenzione nella gestione degli alimenti e nella separazione tra prodotti idonei e non idonei al consumo e, pertanto, destinati e non destinati alla somministrazione/vendita, al fine di non incorrere in responsabilità penale anche in mancanza di una effettiva offerta al pubblico.
CIRCOLAZIONE STRADALE
Incidente stradale - Omissione di soccorso - Reato di cui all'articolo 189 Cds - Natura - Rapporto con i reati stradali colposi - Indicazione. (Cds, articolo 189; Cp, articoli 589, 589-bis, 590 e 590-bis)
Il delitto di omissione di soccorso di cui all'articolo 189 Cds costituisce norma di chiusura del micro sistema delle sanzioni penali previste dal Codice della Strada, contemplando comportamenti di natura dolosa che presuppongono violazioni di regole cautelari poste a presidio della circolazione stradale, danti a loro volta luogo a responsabilità di tipo colposo, a titolo di omicidio o lesioni, che ove tali non fossero bensì sorrette da atteggiamento psicologico doloso determinerebbero all'evidenza responsabilità a titolo di diversi e più gravi reati.
COMMERCIO
Commercio di prodotti con segni falsi - Contraffazione di segni distintivi - Marchio - Contraffazione - Valutazione globale e sintetica - Necessità - Titolo di privativa - Effettivo conseguimento - Necessità. (Cp, articoli 473 e 474)
In tema di contraffazione di segni distintivi e di commercio di prodotti con segni falsi, un marchio si intende contraffatto quando la confusione con un segno distintivo similare emerga non in via analitica, attraverso il solo esame particolareggiato e la separata valutazione di ogni singolo elemento, ma in via globale e sintetica, con riguardo cioè all'insieme degli elementi salienti, grafici, fonetici o visivi; inoltre, alla luce delle modifiche apportate agli articoli 473 e 474 Cp dalla legge n. 99/2009, non è sufficiente per la configurabilità del reato che prima della sua consumazione sia stata depositata la domanda tesa a ottenere il titolo di privativa, ma è invece necessario che questo sia stato effettivamente conseguito.
PROCESSO PENALE
Cassazione - Annullamento con rinvio - Giudice del rinvio - Poteri - Indicazione - Obbligo di rinnovazione d'ufficio della prova dichiarativa - Esclusione. (Cpp, articoli 623, 627)
In caso di annullamento con rinvio da parte della Corte di cassazione, il giudice del rinvio ha il potere-dovere di riesaminare il processo per eliminare i vizi segnalati, uniformandosi al principio di diritto stabilito dalla Suprema corte senza che vi sia un obbligo di rinnovazione d'ufficio della prova dichiarativa ma, ai sensi dell'articolo 672, comma 2, Cpp, decide con gli stessi poteri che aveva il giudice la cui sentenza è stata annullata, salve le limitazioni stabilite dalla legge.


