CIRCOLAZIONE STRADALE

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 8 giugno 2026 n. 2107 - Giudice P. Faggioni

Guida senza patente - Recidiva nel biennio - Prova - Definitività della precedente contestazione amministrativa - Necessità - Esclusione. (Cds, articolo 116, comma 15)

Ai fini della configurabilità del reato di guida senza patente per recidiva nel biennio, previsto dall'articolo 116, comma 15, CdS, non è necessaria la produzione della prova documentale della definitività della precedente contestazione amministrativa, essendo sufficiente l'acquisizione di elementi probatori certi attestanti la pregressa violazione, in difetto di allegazione, da parte dell'interessato, dell'avvenuta proposizione di ricorso o del pagamento in misura ridotta.

REATI CONTRO IL PATRIMONIO

Tribunale di Genova, sezione I penale, sentenza 3 giugno 2026 n. 1832 - Pres. P. Faggioni; rel. F. Bruzzone

Estorsione - Aggravante della presenza di più persone riunite - Configurabilità - Indicazione. (Cp, articolo 629)

In tema di estorsione, l'aggravante delle più persone riunite postula la simultanea presenza, nota alla vittima, di non meno di due soggetti agenti sul luogo e al momento della perpetrazione della violenza o della minaccia, sì da poter ritenere che le stesse siano poste in essere da ciascuno di essi o che la presenza, durante l'esercizio della violenza o della minaccia, di uno dei soggetti agenti valga a rafforzarle.

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 28 maggio 2026 n. 1950 - Giudice A. Caffarena

Furto - Aggravante dell'esposizione a pubblica fede - Beni custoditi all'interno di autovettura - Configurabilità - Condizioni. (Cp, articoli 624 e 625, n. 7)

In tema di furto aggravato, ai fini della configurabilità della circostanza dell'esposizione alla pubblica fede della cosa mobile sottratta, i beni custoditi all'interno di un'autovettura rilevano solo quando costituiscano parte integrante del veicolo ovvero siano destinati, per necessità o consolidata consuetudine, a rimanervi stabilmente, restando esclusi quelli lasciati occasionalmente per ragioni di mera comodità.

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 5 giugno 2026 n. 2182 - Giudice G. Felisatti

Indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti - Natura plurioffensiva - Configurabilità - Conseguenze - Consenso dell'avente diritto - Applicabilità - Esclusione - Ragioni. (Cp, articoli 50 e 493-ter)

Il delitto di indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti, di cui all'articolo 493-ter Cp, ha natura plurioffensiva in quanto diretta alla tutela non solo del patrimonio personale del titolare dello strumento di pagamento o prelievo, ma anche degli interessi pubblici alla sicurezza delle transazioni commerciali e alla fiducia nell'utilizzazione da parte dei consociati di quegli strumenti, con la conseguenza che ad essa non si applica la scriminante del consenso dell'avente diritto rispetto all'uso da parte di terzi dello strumento di pagamento o prelievo, quand'anche in qualche misura delegati dal titolare della carta di credito, posto che la causa di giustificazione di cui all'articolo 50 Cp richiede che il bene giuridico protetto dalla norma incriminatrice rientri nella categoria dei diritti disponibili, rispetto ai quali il titolare del diritto sia in grado di rinunziarvi.

REATI CONTRO LA FAMIGLIA

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 26 maggio 2026 n. 1882 - Giudice S. Macciò

Omesso versamento in favore dei figli minori dell'assegno di mantenimento liquidato in sede civile - Violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio - Configurabilità - Violazione degli obblighi di assistenza familiare - Assorbimento. (Cp, articoli 570, comma 2, n. 2, e 570-bis)

Integra il delitto di violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio di cui all'articolo 570, comma 2, n. 2, Cp, e non anche quello di violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio, che rimane assorbito nel primo, la condotta dell'agente che ometta di versare in favore di figli minori l'assegno liquidato in sede civile, in quanto il reato di cui all'articolo 570-bis Cp richiede esclusivamente la mancata corresponsione dell'assegno di mantenimento, mentre quello di violazione degli obblighi di assistenza familiare richiede che da tale inadempimento consegua la mancata prestazione dei mezzi di sussistenza.

REATI CONTRO LA PERSONA

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 25 maggio 2026 n. 1617 - Giudice P. Faggioni

Abbandono di persone minori o incapaci - Natura di pericolo - Sussistenza - Elemento materiale - Indicazione - Stato di pericolo anche solo potenziale - Sufficienza. (Cp, articolo 591)

Il delitto di abbandono di persone minori o incapaci è reato di pericolo astratto, il cui elemento materiale è integrato da qualsiasi condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura o di custodia gravante sul soggetto agente, da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l'incolumità del soggetto passivo, dovendosi tuttavia escludere la punibilità, in ossequio al principio di offensività, quando le circostanze concrete rivelino che non vi erano ragionevoli possibilità di produzione del danno.

Tribunale di Genova, sezione I penale, sentenza 28 maggio 2026 n. 2121 - Giudice M. Canepa

Atti persecutori - Reciprocità dei comportamenti molesti - Delitto - Configurabilità - Condizioni - Accertamento dell'evento di danno - Rigore probatorio - Necessità. (Cp, articolo 612-bis)

In tema di atti persecutori, la reciprocità di comportamenti offensivi o molesti tra autore e persona offesa non esclude, di per sé, la configurabilità del delitto di cui all'articolo 612-bis Cp, imponendo al giudice un più rigoroso accertamento dell'effettiva sussistenza dell'evento di danno, rappresentato dal perdurante e grave stato di ansia o di paura, dal fondato timore per la propria o altrui incolumità ovvero dal mutamento delle abitudini di vita della vittima.

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 1° giugno 2026 n. 1514 - Giudice S. Macciò

Rissa - Gruppi contrapposti - Necessità - Vie di fatto - Inizio dell'azione - Irrilevanza. (Cp, articolo 588)

Il delitto di rissa presuppone la partecipazione volontaria di almeno due gruppi contrapposti animati dalla reciproca intenzione di attentare all'altrui incolumità personale, sicché una volta accertata tale situazione, è irrilevante stabilire quale dei partecipanti abbia dato inizio alle vie di fatto, né può invocarsi la legittima difesa quando tutti i corrissanti abbiano assunto un ruolo attivo nello scontro e nessuno abbia agito al solo fine di sottrarsi all'aggressione.

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 4 giugno 2026 n. 1483 - Giudice L. Magnani

Oltraggio a pubblico ufficiale - Presenza di più persone - Percezione diretta dell'offesa -Necessità - Conseguenze. (Cp, articolo 341-bis)

In tema di oltraggio a pubblico ufficiale, il requisito del verificarsi dei fatti oltraggiosi al cospetto di più persone va inteso, in linea con il principio di offensività, non come mera presenza fisica, ma in termini di diretta percezione dell'offesa, dovendosi quindi verificare, in primo luogo, se - in concreto - l'attività dell'operante sia stata resa più gravosa o complessa dalla presenza di diversi soggetti, e, in secondo luogo, se gli stessi abbiano percepito tali frasi oltraggiose.

REATO

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 28 maggio 2026 n. 2109 - Giudice G. Baralla

Concorso di persone nel reato - Ruolo specifico di ciascun concorrente - Accertamento - Necessità - Esclusione - Ragioni. (Cp, articolo 110)

Ai fini dell'accertamento del concorso di persone nel reato, il giudice di merito non è tenuto a precisare il ruolo specifico svolto da ciascun concorrente nell'ambito dell'impresa criminosa, essendo sufficiente l'indicazione, con adeguata e logica motivazione, delle prove sulle quali ha fondato il libero convincimento dell'esistenza di un consapevole e volontario contributo, morale o materiale, dato dall'agente alla realizzazione del reato.

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 29 maggio 2026 n. 1304 - Giudice L. Magnani

Reati contro l'amministrazione della giustizia - Calunnia - Natura di pericolo - Sussistenza - Possibilità di instaurazione di un procedimento penale - Indicazioni. (Cp, articolo 368)

Il delitto di calunnia è un delitto di pericolo ed ha come presupposto la possibilità di un procedimento penale come effetto della falsa accusa di un reato in danno di una persona che si sa innocente: tale possibilità di instaurazione di un procedimento penale è soltanto quella giuridica, sicché non si deve avere riguardo alle possibilità di mero fatto, come si deduce dal principio generale per cui non v'è reato se non sussiste almeno la possibilità della lesione o dell'esposizione a pericolo dell'interesse penalmente tutelato, possibilità che viene meno quando manca quella di procedere penalmente, cioè di fuorviare l'attività giudiziaria.

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 12 giugno 2026 n. 1482 - Giudice L. Magnani

Reati contro l'amministrazione della giustizia - Simulazione di reato - Natura di pericolo - Sussistenza - Falsità notitia criminis - Accertamento - Indici. (Cp, articolo 367)

Il delitto di simulazione di reato, previsto dall'articolo 367 Cp, integra un reato di pericolo che si perfeziona con la presentazione di una falsa denuncia concretamente idonea ad attivare l'attività investigativa dell'autorità giudiziaria, essendo irrilevante che l'inesistenza del fatto venga successivamente accertata. La falsità della notitia criminis può essere desunta dal complessivo compendio probatorio, ivi compresi i filmati di videosorveglianza, le risultanze investigative e l'intrinseca inattendibilità delle dichiarazioni rese dal denunciante.

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 5 giugno 2026 n. 2188 - Giudice G. Felisatti

Reati contro la fede pubblica - Delitto di false dichiarazioni finalizzate al conseguimento del reddito di cittadinanza - Indebita percezione di erogazioni pubbliche - Rapporti - Indicazione. (Cp, articolo 316-ter; Dl n. 4/2019, articolo 7)

In tema di false dichiarazioni finalizzate al conseguimento del reddito di cittadinanza, sussiste il rapporto di continenza tra l'ipotesi incriminatrice - più ampia - di indebita percezione di erogazioni pubbliche, di cui all'articolo 316-ter Cp, rispetto a quella - più ristretta - di cui all'articolo 7, comma 1, Dl n. 4/2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 26/2019, attesa l'identità strutturale tra le fattispecie astratte costituenti le due norme, ove convivono tutti gli elementi dell'una e dell'altra ipotesi, ivi compreso il requisito dell'"utilizzo di dichiarazioni false o attestanti cose non vere", proprio della fattispecie codicistica, salvo l'elemento specializzante della presentazione di dichiarazione falsa (o attestante cose non vere) compiuto nella specifica materia delle comunicazioni previste dalla legge n. 26/2019, presente unicamente nella fattispecie di cui all'articolo 7 citato.

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