ARMI
Detenzione - Porto abusivo - Principio di specialità - Operatività - Conseguenze - Clandestinità - Indicazioni. (Legge n. 895/1967, articoli 2 e 7)
I reati di detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di un'arma clandestina, in virtù dell'operatività del principio di specialità, non possono concorrere, rispettivamente, con i reati di detenzione e porto illegale, in luogo pubblico o aperto al pubblico, della medesima arma comune da sparo, mentre la clandestinità dell'arma non può ritenersi esclusa dal fatto che la stessa abbia il numero impresso sulla canna, in quanto, essendo questa una parte intercambiabile, tale numero non è elemento sufficiente per la sua identificazione.
CIRCOLAZIONE STRADALE
Guida in stato di ebbrezza - Aggravante dell'aver provocato un incidente stradale - Sussistenza - Condizioni. (Cds, articolo 186, comma 2-bis)
In tema di guida in stato di ebbrezza alcolica, ai fini dell'integrazione dell'aggravante ex articolo 186, comma 2-bis, Codice della strada, il concetto di incidente stradale è più ampio di quelli d'investimento e di collisione tra autoveicoli, essendo sufficiente a tal fine che si verifichi l'urto del veicolo contro un ostacolo, la sua fuoriuscita dalla sede stradale o qualsiasi, purché significativa, turbativa del traffico, potenzialmente idonea a determinare danni e con pericolo per l'incolumità altrui e dello stesso conducente, la quale dimostri concretamente che il conducente non sia stato in grado di padroneggiare il mezzo.
Guida in stato di ebbrezza - Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto - Applicabilità - Condizioni - Valutazione giudiziale - Contenuto. (Cp, articolo 131-bis; Cds, articolo 186)
Ai fini dell'applicabilità della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto ex articolo 131-bis Cp nel reato di guida in stato di ebbrezza, anche se non vi è un'incompatibilità strutturale con la presenza delle soglie alcolemiche di legge, è necessario accertare che il fatto illecito non abbia generato un contesto concretamente e significativamente pericoloso e la valutazione giudiziale richiede l'equilibrata considerazione delle modalità della condotta, dell'entità del tasso alcolemico riscontrato e del pericolo concretamente arrecato al bene giuridico tutelato.
Guida senza patente - Aggravante della recidiva biennale - Reato di cui all'articolo 116, comma 5, CdS - Configurabilità - Depenalizzazione - Esclusione. (Cds, articolo 116; Dlgs n. 8/2016)
In tema di reati esclusi dalla depenalizzazione nelle ipotesi aggravate dalla recidiva, l'articolo 5 Dlgs 5 gennaio 2016, n. 8, ha integrato la fattispecie contravvenzionale di guida senza patente di cui all'articolo 116, comma 15, Codice della strada, tuttora penalmente rilevante "nell'ipotesi di recidiva nel biennio", avendo modificato la nozione di recidiva, che ricorre non più solo in caso di accertamento giudiziale irrevocabile di un reato della stessa specie, ma anche quando risulti una precedente violazione amministrativa definitivamente accertata.
Omissione di soccorso e fuga - Elemento soggettivo - Dolo eventuale - Sufficienza - Ragioni. (Cds, articolo 189)
In tema di reati stradali, affinché sia configurabile la fattispecie di omissione di soccorso e fuga, di cui all'articolo 189 Codice della strada, dal punto di vista soggettivo, pur essendo richiesto la consapevolezza che la persona coinvolta nell'incidente ha necessità di soccorso, è sufficiente anche il dolo eventuale, che si configura normalmente in relazione all'elemento volitivo, ma che può attenere anche all'elemento intellettivo, e cioè quando l'agente consapevolmente rifiuta di accertare la sussistenza degli elementi in presenza dei quali il suo comportamento costituisce reato, accettandone per ciò stesso l'esistenza, e cioè che possa sussistere la necessità di aiuto da parte dei soggetti coinvolti nel sinistro, atteso che il dovere di fermarsi sul posto dell'incidente deve prolungarsi per tutto il tempo necessario all'arrivo dei soccorsi e all'espletamento delle prime indagini rivolte ai fini dell'identificazione del conducente stesso e del veicolo condotto.
EDILIZIA E URBANISTICA
Reati edilizi - Interventi in totale difformità o in assenza di permesso a costruire - Nozione - Indicazione. (Dpr 380/2001, articolo 44)
In tema di reati urbanistico-edilizi, agli effetti della fattispecie contravvenzionale di cui all'articolo 44, comma 1, lettera b), Dpr n. 380/2001, che punisce l'esecuzione di opere in totale difformità od assenza del permesso, sono da considerare tali tutti gli interventi che determinano significativi aumenti di superficie o volume, modifiche della sagoma o alterazione dei prospetti, incidendo in modo significativo sul territorio attraverso la trasformazione dell'assetto edilizio ed urbanistico.
FALLIMENTO
Bancarotta fraudolenta documentale - Oggetto - Indicazione. (Legge fallimentare, articoli 216 e 219)
In tema di reati fallimentari, l'oggetto del reato di bancarotta fraudolenta documentale può essere rappresentato da qualsiasi documento contabile relativo alla vita dell'impresa, dal quale sia possibile conoscere i tratti della sua gestione.
Bancarotta fraudolenta patrimoniale - Operazione infragruppo - Irrilevanza penale - Condizioni - Operazione realizzata in assenza di contropartite - Reato - Configurabilità - Ragioni. (Legge fallimentare, articoli 219 e 219)
In tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale, la natura distrattiva di un'operazione infragruppo può essere esclusa solo in presenza di vantaggi compensativi che riequilibrino gli effetti immediatamente negativi per la società fallita e neutralizzino gli svantaggi per i creditori sociali sicché non può escludersi la natura distrattiva di un'operazione infragruppo, effettuata in assenza di contropartite, invocando la provenienza dal patrimonio personale dell'imprenditore della liquidità destinata ad una società appartenente allo stesso gruppo di quella fallita, quando questa si trovava già in difficoltà finanziaria, in quanto il denaro, una volta immesso nel patrimonio della società, le appartiene ed è destinato alla garanzia dei suoi creditori.
INTERNET E INFORMATICA
Diffamazione e minaccia - A mezzo internet - Consumazione - Luogo di percezione dell'offesa - Mancata individuazione - Criteri sussidiari di cui agli articoli 8 e 9, comma 1, Cpp - Operatività - Esclusione - Luogo di residenza e domicilio dell'imputato - Applicabilità. (Cp, articolo 595, comma 3; Cpp, articoli 8 e 9)
In tema di diffamazione e minacce a mezzo internet perpetrate mediante messaggi telematici e contenuti video pubblicati su un canale Telegram, qualora non sia possibile accertare a fini consumativi e, quindi, di competenza territoriale il luogo di effettiva percezione dell'offesa o della minaccia da parte di almeno due soggetti terzi, né il luogo in cui è stato eseguito il caricamento del contenuto lesivo, potendo lo stesso avvenire da qualsiasi dispositivo e luogo, la competenza per territorio non può essere determinata ai sensi degli articoli 8 e 9, comma 1, Cpp ma deve essere individuata, in applicazione del criterio suppletivo di cui all'art. 9, comma 2, Cpp, nel luogo di residenza, domicilio o dimora dell'imputato.
Truffa - A mezzo internet - Messa in vendita di un bene accompagnata dalla sua mancata consegna - Falso venditore - Reato - Configurabilità - Mancato utilizzo di strumenti di difesa a disposizione della vittima - Irrilevanza - Ragioni. (Cp, articolo 640)
Integra il delitto di truffa la messa in vendita di un bene su un sito internet, accompagnata dalla mancata consegna del bene stesso all'acquirente e posta in essere da parte di chi falsamente si presenta come alienante con il solo proposito di indurre la controparte a versare una somma di denaro e a conseguire, quindi, un profitto ingiusto, senza che la rilevanza penale dell'accertata, fraudolenta, induzione in errore venga meno per il solo fatto che il deceptus abbia a sua disposizione strumenti di difesa, in ipotesi non compiutamente utilizzati, poiché in siffatta situazione la responsabilità penale è sempre collegata al fatto dell'agente, ed è indipendente dalla eventuale cooperazione, più o meno colposa, della vittima negligente.
REATI CONTRO IL PATRIMONIO
Estorsione - Tentativo - Violenza privata - Distinzione - Indicazione. (Cp, articoli 56, 610 e 629)
Il discrimen fra i delitti di tentata estorsione e di violenza privata si individua nel fatto che, nel primo reato e non nel secondo, la condotta minacciosa con la quale si pretenda il versamento di una somma di denaro dal soggetto passivo è preordinata a procurare al soggetto attivo un ingiusto profitto.
Furto - Aggravato dalla violenza sulle cose - Energia fisica esercitata sulla res oggetto di sottrazione - Aggravante - Esclusione - Fattispecie. (Cp, articoli 624, 625 n. 2)
In tema di furto aggravato dalla violenza sulle cose, la circostanza aggravante della violenza sulle cose non sussiste se l'energia fisica è esercitata direttamente sulla res oggetto di sottrazione. (Fattispecie relativa a tagli dei cavi di rame guainati appartenenti alle Ferrovie dello Stato all'interno di area recintata del tracciato ferroviario in cui il Tribunale ha ravvisato invece l'aggravante di cui all'articolo 625, n. 7-bis, Cp, ossia dell'essere oggetto del reato componenti sottratte ad infrastrutture destinate all'erogazione di servizi di trasporto e, quindi, al trasporto dell'energia per il corretto funzionamento della circolazione ferroviaria nell'interesse della collettività).
Furto - Aggravato dall'esposizione alla pubblica fede - Sistema di videosorveglianza - Configurabilità - Ragioni. (Cp, articoli 624 e 625 n. 7)
In tema di furto, la circostanza aggravante dell'esposizione della cosa alla pubblica fede non è esclusa dall'esistenza, nel luogo in cui si consuma il delitto, di un sistema di videosorveglianza, mero strumento di ausilio per la successiva individuazione degli autori del reato non idoneo a garantire l'interruzione immediata dell'azione criminosa, mentre solo una sorveglianza specificamente efficace nell'impedire la sottrazione del bene consente di escludere l'aggravante di cui all'articolo 625, comma primo, n. 7, Cp.
Furto - Consumato e tentato - Criteri distintivi - Indicazione - Intervento delle Forze dell'ordine - Conseguenze. (Cp, articoli 56 e 624)
Il criterio distintivo tra furto consumato e tentato risiede nel conseguimento da parte dell'agente, seppur per breve tempo, dell'autonoma ed effettiva disponibilità dei beni, sottratti alla sfera di vigilanza e controllo del detentore, sicché se l'intervento delle Forze dell'ordine deriva non da un previo e costante monitoraggio dell'azione furtiva, ma da estemporaneo e accidentale su segnalazione di terzi, l'intervento immediato non impedisce lo spossamento e l'apprensione del bene, e il reato è da considerarsi nella forma consumata e non tentata.
Furto - Possesso - Nozione - Indicazione - Autonomo rapporto di fatto con la res - Rilevanza. (Cp, articolo 624)
In tema di furto, il possesso tutelabile in sede penale ha una accezione più ampia di quella civilistica, includendo non solo il possesso "animo domini" ma qualsiasi rapporto di fatto con la cosa esercitato in modo autonomo ed indipendente dalla titolarità del bene quale espressione di un legittimo ius possessionis.
Rapina - Elemento oggettivo - Azione violenta nei confronti della cosa - Reato - Configurabilità - Condizioni. (Cp, articolo 628)
In tema di rapina, l'elemento oggettivo del reato può essere costituito anche dal compimento di un'azione violenta nei confronti di una cosa qualora questa forma di violenza sia tale da esprimere un messaggio minatorio nei confronti della persona al fine di annullarne o limitarne la capacità di autodeterminazione.
Rapina impropria - Contestualità temporale tra la sottrazione e l'uso di violenza o minaccia - Necessità - Esclusione - Ragioni. (Cp, articolo 628)
Nella rapina impropria, la violenza o la minaccia possono realizzarsi anche in luogo diverso da quello della sottrazione della cosa e in pregiudizio di persona diversa dal derubato, sicché, per la configurazione del reato, non è richiesta la contestualità temporale tra sottrazione e uso della violenza o minaccia, essendo sufficiente che tra le due diverse attività intercorra un arco temporale idoneo a realizzare, secondo i principi di ordine logico, i requisiti della quasi flagranza e tale da non interrompere il nesso di contestualità dell'azione complessiva posta in essere al fine di impedire al derubato di rientrare in possesso della refurtiva o di assicurare al colpevole l'impunità.
Rapina - Violenza - Contenuto - Indicazione. (Cp, articolo 628)
In tema di rapina, la violenza necessaria ad integrare il reato di cui all'articolo 628 Cp è costituita da ogni energia fisica adoperata dall'agente verso la persona offesa al fine di annullarne o limitarne la capacità di autodeterminazione, potendo consistere in una vis corporis corpori data, ossia in una condotta posta in essere esclusivamente con la forza fisica dell'agente e senza l'aiuto di strumenti materiali, o in una energia esercitata con qualsiasi utensile adatto allo scopo.
Ricettazione - Elemento soggettivo - Prova - Indicazioni. (Cp, articolo 648; Cpp, articolo 192)
In tema di ricettazione, la prova dell'elemento soggettivo può essere raggiunta anche sulla base dell'omessa o non attendibile indicazione della provenienza della cosa ricevuta, la quale è rivelatrice della volontà di occultamento, logicamente spiegabile con un acquisto in mala fede, senza che si richiesta all'imputato di provare la provenienza del possesso delle cose, ma soltanto di fornire un'attendibile spiegazione dell'origine del possesso delle cose medesime, assolvendo non a un onere probatorio, bensì a un onere di allegazione di elementi, che potrebbero costituire l'indicazione di un tema di prova per le parti e per i poteri officiosi del giudice e che comunque possano essere valutati da parte del giudice di merito secondo i comuni principi del libero convincimento.
Truffa - Contrattuale - Spendita di un'affidabilità commerciale maturata in precedenti rapporti leciti - Sufficienza - Esclusione. (Cp, articolo 640)
In tema di truffa contrattuale, non integra artificio o raggiro la mera spendita di un'affidabilità commerciale maturata in precedenti rapporti leciti, in assenza della prova di una preordinata strategia fraudolenta.
REATI CONTRO LA FAMIGLIA
Maltrattamenti in famiglia - Capacità della vittima di resistenza - Configurabilità del reato - Ragioni. (Cp, articolo 572)
In tema di maltrattamenti in famiglia, a fronte di condotte abitualmente vessatorie, che siano concretamente idonee a cagionare sofferenze, privazioni ed umiliazioni, il reato non è escluso per effetto della maggiore capacità di resistenza dimostrata dalla persona offesa, non essendo elemento costitutivo della fattispecie incriminatrice la riduzione della vittima a succube dell'agente.
Maltrattamenti in famiglia - Compimento di atti di vessazione continui - Incompatibilità con le normali condizioni di vita - Abitualità - Necessità. (Cp, articolo 572)
Nel reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi è richiesto, ai fini della sua integrazione, il compimento di una serie di atti di vessazione continui e tali da cagionare sofferenze, privazioni, umiliazioni, le quali costituiscono fonte di un disagio continuo ed incompatibile con normali condizioni di vita, ed in tale concezione i singoli episodi, che rilevano proprio in quanto comportamento abituale, rendono manifesta l'esistenza di un programma criminoso relativo all'insieme dei fatti e sorretto da una volontà unitaria di vessare il soggetto passivo dello stesso.
Maltrattamenti in famiglia - Condotte violente e vessatorie reciproche - Configurabilità - Ragioni. (Cp, articolo 572)
Il reato di maltrattamenti in famiglia è configurabile anche mediante condotte violente e vessatorie poste in essere reciprocamente tra le parti, posto che ciò che rileva è l'oggettiva idoneità della condotta ad imporre condizioni di vita umilianti e vessatorie, mentre il variabile grado di reazione e di sopportazione da parte della persona offesa rimane estranea alla tipicità del fatto, dal momento che non è elemento costitutivo della fattispecie incriminatrice la riduzione della vittima a stabile succube dell'agente ovvero una totale soggezione della persona offesa.
Sottrazione di minore all'estero - Elemento materiale - Condotte di abdutio e di trattenimento del minore al di fuori dello Stato - Reato - Configurabilità - Impedimento all'esercizio della potestà genitoriale - Ambito. (Cp, articolo 574-bis)
Integrano modalità alternative di commissione del delitto di sottrazione di minore all'estero di cui all'articolo 574-bis Cp le condotte di abductio e di trattenimento del minore al di fuori del territorio dello Stato, che determinino impedimento, anche solo in parte, all'esercizio della responsabilità genitoriale, da intendersi non solo nella sola privazione del contatto fisico tra genitore e figlio, ma anche nell'ostacolare materialmente la possibilità dell'esercizio di quei poteri/doveri di cura che derivano direttamente dalla legge.
Violazione di obblighi di assistenza familiare - Inadempimento degli obblighi economici stabiliti in sede civile - Impossibilità di adempiere - Assolutezza - Necessità - Ricorrenza - Onere della prova - Indicazioni. (Cp, articolo 570-bis)
La violazione degli obblighi di assistenza familiare, di cui all'articolo 570-bis Cp, si perfeziona tutte le volte che il soggetto obbligato non adempie agli obblighi economici stabiliti dal giudice civile, salvo che dimostri una situazione di assoluta impossibilità di adempiere non imputabile alla propria volontà; ne consegue che l'incapacità economica dell'obbligato idonea ad escludere la responsabilità penale deve essere assoluta ed integrare una situazione di persistente, oggettiva ed incolpevole indisponibilità di introiti, la cui prova o allegazione grava sull'interessato mentre la mera condizione di disoccupazione, la percezione di redditi modesti o saltuari, l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato o l'effettuazione di versamenti parziali ed elargizioni occasionali non integrano la prova dell'impossibilità assoluta di adempiere, specialmente qualora sia dimostrata la disponibilità di risorse economiche destinate ad altre spese voluttuarie o personali.


