Secondo il professor Marcello Clarich, allo stato attuale, è ancora presto per esprimere un giudizio sui criteri contenuti nella delega sulla riforma forense, che a una prima lettura appaiono del tutto condivisibili. In conclusione, la partita del cambiamento si giocherà nella fase di attuazione
IL TEMA DELLA SETTIMANA
Si è aperta una nuova stagione di cambiamento per l'Avvocatura. L'approvazione, infatti, il 22 luglio scorso al Senato, a larga maggioranza, della delega per la riforma dell'ordinamento forense rappresenta un importante passo avanti per i 228.641 iscritti alla Cassa Forense. Nuove sfide attendono all'orizzonte i legali italiani, come la regolamentazione e l'applicazione dell'intelligenza artificiale, il superamento delle diseguaglianze di genere e territoriali e l'ampliamento della dimensione degli studi legali. Secondo il professor Marcello Clarich, allo stato attuale, è ancora presto per esprimere un giudizio sui criteri contenuti nella delega, che a una prima lettura appaiono del tutto condivisibili. In conclusione, la partita del cambiamento si giocherà nella fase di attuazione.
L'avvocatura cambierà pelle e potrebbe aprirsi così una fase di rilancio di una professione da anni è in stato di sofferenza.
La quasi unanimità registrata al Senato in sede di approvazione definitiva lo scorso 22 luglio della legge di delega (119 voti favorevoli e nessun voto contrario, cinque astensioni) conferma anzitutto un sostegno trasversale. Del resto, com'è noto l'avvocatura è ben rappresentata in Parlamento (in questa legislatura 114 avvocati eletti nei due rami).
Ma ...


