“Il voto della Commissione Giustizia della Camera sul mandato ai relatori del disegno di legge delega di riforma dell’ordinamento forense segna un passaggio significativo per l’avvocatura italiana, che attende da anni un intervento organico di aggiornamento della professione. Ringrazio il presidente della Commissione, tutti i componenti, i relatori del provvedimento e il Governo per il lavoro serio e approfondito svolto in questi mesi di confronto e di ascolto dell’avvocatura”. Così Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense.


“Auspichiamo –  prosegue la nota - che, concluso l’esame alla Camera, il provvedimento possa approdare rapidamente al Senato, così da consentire entro il mese di giugno la definizione del percorso parlamentare di una riforma necessaria per rendere l’avvocatura sempre più adeguata ai cambiamenti della società e alle esigenze di tutela dei cittadini”.

A riassumerne i contenuti è il deputato di Fratelli d'Italia, Marta Schifone, Responsabile dipartimento professioni per il partito, e tra i relatori cui oggi è stato conferito il mandato che commenta: “Un passaggio atteso dal 2012 che segna una tappa storica per una tra le professioni più nobili della nostra tradizione giuridica”. E poi aggiunge: “La riforma modernizza l'intera professione prevedendo nuove forme di esercizio; la disciplina delle società tra avvocati e delle reti professionali; il rafforzamento del segreto professionale; l’allargamento delle incompatibilità; il rinnovamento dell'accesso, con uno sguardo di particolare attenzione ai giovani e alle donne, troppo a lungo esposti alla proletarizzazione della professione; e, infine, per la prima volta offre tutele concrete nel caso di monocommittenza a beneficio soprattutto dei giovani professionisti che esercitavano in una zona grigia priva di protezioni”.

Per il capogruppo di AVS in Commissione Giustizia della Camera Devis Dori si tratta di una riforma “voluta dell’intera avvocatura”, e poi ricorda: “Nei lavori in Commissione sono stati approvati nostri emendamenti per rendere l'accesso alla professione più sostenibile, con una durata della Scuola forense a 12 mesi anziché 18, con la gratuità della Scuola forense sotto un certo livello Isee e la possibilità di semestre anticipato di tirocinio per tutti”. “Resta il rammarico – aggiunge - che si tratti di una legge delega e non direttamente dispositiva e che quindi comporterà tempi più lunghi per la sua entrata in vigore”.

Il disegno di legge si compone di tre articoli. L’articolo 1 delega il Governo ad adottare, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per la riforma organica dell’ordinamento della professione forense.

L’articolo 2 contiene i principi e criteri direttivi della delega. In particolare, le lettere da a) a f) disciplinano la tutela del ruolo dell’avvocato, le attività riservate, il segreto professionale, il codice deontologico, l’assicurazione per la responsabilità civile e la personalità dell’incarico anche nelle società tra avvocati. Le lettere da g) a l) riguardano compensi e modalità di esercizio della professione; le lettere da m) a q) intervengono su formazione continua, specializzazioni, albi e registri, incompatibilità e avvocati degli enti pubblici. Le lettere da r) a cc) disciplinano invece ordini circondariali, Consiglio Nazionale Forense, sistema elettorale, tirocinio, esame di Stato e procedimento disciplinare.

Il comma 2 dell’articolo 2 prevede inoltre l’abrogazione espressa delle norme incompatibili e il coordinamento della disciplina vigente, mentre il comma 3 introduce il coinvolgimento consultivo del Cnf nell’eventuale esercizio del potere regolamentare del Governo.

L’articolo 3 reca infine la clausola di invarianza finanziaria.

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