la QUESTIONE
Quali elementi probatori sono necessari per qualificare un dono come effettuato “a causa” di una promessa di matrimonio ai sensi dell’art. 80 c.c. e per ottenerne la restituzione in ipotesi di mancata celebrazione delle nozze? In presenza di una relazione extraconiugale tra persone ancora formalmente legate da vincolo matrimoniale, può configurarsi una “seria” promessa di matrimonio idonea a fondare il diritto alla restituzione dei doni ex art. 80 c.c.? Quando le dazioni di denaro e i beni trasferiti nel corso di una relazione sono riconducibili alla “donazione d’uso” ex art. 770, comma 2, c.c., con l’effetto di escludere il nesso eziologico con la promessa matrimoniale? Quale è il regime del danno non patrimoniale risarcibile ai sensi dell’art. 81 c.c. in ipotesi di rottura della promessa, e in che misura esso si distingue dal danno liquidabile in via aquiliana per condotte persecutorie o minacciose del promittente? Quali sono i limiti del sindacato di legittimità della Corte di Cassazione sulla valutazione delle prove e sulla qualificazione giuridica della domanda in ambito di promessa di matrimonio e restituzione dei doni dopo la Riforma Cartabia?

La promessa di matrimonio nel sistema del diritto di famiglia
La promessa di matrimonio, disciplinata dagli artt. 79-81 c.c., occupa una posizione peculiare nel sistema del diritto privato italiano. Il legislatore del 1942 ha inteso attribuire rilevanza giuridica all’impegno di contrarre matrimonio, senza tuttavia renderlo giuridicamente vincolante nel senso pieno: la parte che rompe la promessa non può essere costretta a celebrare le nozze, in quanto la libertà di non sposarsi è considerata incoercibile. Tuttavia, la rottura ingiustificata della promessa può...


