Nell'antica Roma la fama, anche dopo la morte, era quasi un'ossessione, sicché la damnatio memoriae, quando veniva decretata dal Senato, era una sanzione esemplare per chi avrebbe voluto perpetrarla nei secoli.

Seguivano l'abbattimento di statue e monumenti onorari, lo sfregio dei ritratti presenti sulle monete e, soprattutto, la cancellazione del nome dalle iscrizioni di tutti i monumenti pubblici e di qualsiasi altra traccia, come se il condannato non fosse mai esistito: è accaduto ed è facile capire...

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