Gli esiti del caso statunitense deciso il 25 marzo 2026 dalla Superior Court di Los Angeles riaprono il confronto sui limiti della libertà di progettazione delle piattaforme digitali e sui correlati doveri di protezione degli utenti più vulnerabili. Il provvedimento dei giudici americani che ha ritenuto Meta e Google responsabili di tali attività offre lo spunto per interrogarsi sull'evoluzione delle responsabilità dei gestori, anche alla luce dei modelli regolatori europei. Su questo tema ospitiamo la riflessione dell'avvocato Andrea Sirotti Gaudenzi
Con un provvedimento del 25 marzo 2026, la Superior Court di Los Angeles ha dichiarato Meta e Google responsabili di aver progettato intenzionalmente piattaforme in grado di creare dipendenza nei giovani. Gli esiti del "caso pilota" statunitense (bellwether legal case) hanno riaperto il dibattito sull'adeguatezza degli strumenti e sulle responsabilità dei gestori di piattaforme.
Si fa presente che non sempre i titolari dei grandi "aggregatori" sono condannati dalla...


