Al via i lavori della Commissione, istituita presso il ministero della Giustizia, che dovrà elaborare le linee generali per la definizione dei programmi dei corsi di formazione specialistica degli avvocati.

La Commissione rappresenta un passaggio importante per dare piena attuazione alla legge numero 247 del 31 dicembre 2012 che prevede l'attivazione, in collaborazione tra avvocatura e università, di percorsi formativi per il conseguimento del titolo di 'avvocato specialista' nei diversi rami del diritto.

"Possiamo fare le riforme della giustizia migliori possibili , ma alla fine è la qualità delle persone che fa la differenza", a partire da magistrati e avvocati, ha detto la ministra della Giustizia Marta Cartabia, nel suo saluto ai componenti della Commissione, sottolineando l'importanza delle specializzazioni forensi.

La Commissione, che resterà in carica 4 anni, è il frutto di una sinergia tra il Consiglio nazionale forense e i Ministeri dell'Università e della Giustizia che hanno designato i componenti tra avvocati, professori universitari e magistrati.

La Commissione, dunque, risulta composta dagli avvocati nominati dal Consiglio Nazionale Forense, Giampaolo Brienza e Patrizia Corona, dai docenti universitari, nominati dal ministero dell'Università e della Ricerca, Fabrizio Criscuolo e Marco Pelissero, e dai magistrati nominati dal ministero della Giustizia, Sandra Recchione e Loredana Nazzicone, quest'ultima con funzioni di Presidente.

Alla riunione hanno partecipato anche il vice capo di Gabinetto, Nicola Selvaggi, il capo di Gabinetto del ministero dell'Università e della ricerca, Giuseppe Recinto, i vertici del Dipartimento per gli Affari di giustizia, dell'Ufficio legislativo, del Consiglio Nazionale Forense e il consigliere per le professioni della ministra della Giustizia, Gian Luigi Gatta.

I componenti sono stati sollecitati da Cartabia a "fare uno sforzo di innovazione" nel definire i percorsi di specializzazione ma anche a tener conto delle esperienze positive già messe in campo dall'avvocatura. Qualche spunto lo ha suggerito la stessa ministra, segnalando il bisogno di "sviluppare la capacità di scrittura dei giovani giuristi" e la capacità di orientare le nozioni già acquisite "alla soluzione dei problemi giuridici".

All'insediamento era presente anche la presidente del Cnf Maria Masi, che sottolineando l'impegno dell'organo istituzionale forense per le specializzazioni, ha parlato di "un momento molto importante per l'avvocatura, l'inizio di un percorso nuovo e non facile che ci permetterà di capire quello che funziona e quello che invece dovrà essere corretto".

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