Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha disposto la convocazione di un tavolo di confronto con le rappresentanze sindacali, “in relazione alle osservazioni formulate dalle organizzazioni sindacali e alla nota unitaria trasmessa il 10 giugno, riguardante le disposizioni contenute nel decreto-legge in materia di stabilizzazione degli addetti all’Ufficio per il Processo”.
I sindacati Flp, Unsa Confsal, Cisl Fp, Confintesa Fp e Uilfp Giustizia, in una nota, avevano infatti espresso “ferma contrarietà alle dichiarazioni del viceministro Francesco Paolo Sisto e ai contenuti del decreto-legge in materia di giustizia varato dal Consiglio dei Ministri secondo cui verrebbero definite in via legislativa, ’in modo perentorio e preciso’, i compiti degli addetti all’Ufficio per il processo (UPP), destinandoli a operare in diretta collaborazione con i magistrati ’salvo casi di urgente e comprovata necessità’, e introdurrebbe - per il personale non stabilizzato o non idoneo a una ’prova attitudinale’ - una proroga di tre mesi con destinazione alle sezioni specializzate per l’immigrazione”.
“La conferma di tali contenuti sarebbe per le organizzazioni un fatto grave sotto diversi aspetti. In primo luogo, si tratterebbe riaprire l’impiego generalizzato in attività di cancelleria, contro cui lo stesso viceministro si era espresso, senza contare, spiegano i sindacati, che l’impiego dei lavoratori non stabilizzati come dotazione di supporto, equivale alla svalutazione di professionalità mature utilizzate come tappabuchi - aggiungono i sindacati -. Il decreto inoltre arriva pochi giorni dopo la firma del CCNL e ne rappresenta una modifica unilaterale”.
Le organizzazioni pertanto chiedono al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, “un intervento immediato volto alla sospensione del testo del decreto, per scongiurare il ritiro delle sottoscrizioni apposte all’accordo e le pesanti conseguenze che ne deriverebbero”.
Secondo i sindacati, infatti, non ci sono i presupposti di urgenza e necessità che dovrebbero contraddistinguere un decreto legge per cambiare un testo di un accordo firmato dopo anni all’unanimità dai Sindacati. “Ove il metodo e i contenuti del decreto venissero confermati, il ritiro delle firme comporterebbe il venir meno delle famiglie professionali riferite al ruolo UPP, con ricadute sulle dotazioni organiche e sulle immediate assunzioni oltre ad ulteriori effetti, anche di natura patrimoniale e contabile”, concludono.
L’incontro con i sindacati si terrà mercoledì 17 giugno alle ore 11 al ministero della Giustizia, alla presenza del ministro, del Viceministro Francesco Paolo Sisto e delle organizzazioni sindacali firmatarie della nota. L’iniziativa - si sottolinea in una nota - è “finalizzata ad approfondire le questioni sollevate dalle parti sociali, con particolare riferimento al percorso di stabilizzazione del personale dell’Ufficio per il processo, all’organizzazione delle relative attività e alla tutela delle corrette relazioni sindacali, nella convinzione che il confronto rappresenti lo strumento più efficace per individuare soluzioni condivise nell’interesse dell’Amministrazione e dei lavoratori”. Il ministero “conferma la propria disponibilità al dialogo e al confronto costruttivo con tutte le rappresentanze sindacali”.

