Anche per l’anno in corso, il programma di smaltimento dell’arretrato propone “uno scenario di assoluto rilievo”. Così il presidente del Tar del Lazio, Robert Politi, questa mattina nella sua relazione per la Cerimonia d’Inaugurazione dell’Anno giudiziario del Tar capitolino.

I dati illustrati sono chiari: “Va, innanzi tutto, rilevato che nell'ambito del Pnrr sono stati complessivamente definiti 49.661 ricorsi, con un abbattimento dell'arretrato pari al 96%, relativamente alle controversie pendenti alla data del 31 dicembre 2022”.

Ecco che allora “anche per l'anno in corso il Programma di smaltimento propone uno scenario di assoluto rilievo”. E l’esigenza di promuovere la quanto più sollecita definizione del contenzioso “ha costituito una delle ragioni dell’avvio di una sperimentazione avente ad oggetto l’impiego dell’Intelligenza artificiale”.

Inversione di tendenza nel deposito dei ricorsi

Il dato del contenzioso pervenuto al Tar del Lazio nel 2025 “segna una importante inversione di tendenza”, ha proseguito il presidente Politi. Anche in questo caso, focalizzazione sui dati: nel 2025 “sono stati depositati 16.034 ricorsi, con un incremento del 12% rispetto al 2024”.

L’abbattimento dei ricorsi pendenti “deve rappresentare un punto di partenza, sul quale fondare le necessarie valutazioni in termini di adeguamento organizzativo dell'attività giudiziaria nel breve-medio periodo”, segnatamente a fronte del venir meno dei programmi di smaltimento dell’arretrato connessi al Pnrr, destinati ad esaurirsi nel corrente anno.

Nell’osservare come nel 2025 sia risultata confermata l’incidenza dei ricorsi depositati al Tar del Lazio (circa un quarto del totale, pari al 24,5%), il presidente ha evidenziato come “la crescita della domanda di giustizia consegue soprattutto all'impetuoso aumento di ricorsi in specifici settori d'interesse”, ovvero: richieste di visti d’ingresso; bonus docenti; sostegno scolastico.

Picchi di contenzioso e organizzazione delle sezioni

“Non sempre è stato possibile fronteggiare le dinamiche offerte dai flussi di contenzioso in entrata con strumenti ordinari”, ha osservato Politi.

Se il contenzioso che ha determinato l’aumento dei depositi riguarda prevalentemente controversie definibili in sede camerale, il doveroso rispetto dei limiti di carico ha di fatto reso impossibile garantire il rispetto dei limiti temporali fissati dalla normativa per la trattazione delle controversie.

Da ciò “è auspicabile – nel quadro di risposte di carattere strutturale – che possa ricorrersi a una revisione infrannuale della composizione delle sezioni”, al fine di fronteggiare imprevedibili picchi di carico in corso d’anno con un adeguato incremento del personale di magistratura.

Sottodimensionamento dell’organico

Sul piano degli organici, “la compagine del personale di magistratura non ha registrato, sotto il profilo numerico, alcuna variazione rispetto al precedente anno”, con la persistenza di una situazione di sottodimensionamento dell’organico che non si prevede possa essere colmata – neppure parzialmente – nel corso dell’anno.

Quanto al personale amministrativo, “si sono registrate – e si prevede che si continuino a registrare nel corrente anno – numerose fuoriuscite dovute non soltanto ai pensionamenti ma anche al ricorrente conseguimento di posizioni economico-funzionali più prestigiose presso altre amministrazioni”.

A tutto ciò “non ha fatto seguito – se non parzialmente – un ripianamento degli organici”, che oggi evidenziano “la presenza di un grave deficit di personale, suscettibile di compromettere il regolare assolvimento delle funzioni del Tribunale”.

Risultati incoraggianti ma da rafforzare

Il 2025 “evidenzia il raggiungimento di risultati incoraggianti, che meritano di essere accresciuti”.

“Non mi riferisco soltanto a una pur necessariamente costante implementazione della produttività – ha aggiunto Politi – ma anche al complesso delle attività che un’istituzione, la cui funzione ha così profonda incidenza nella vita economica e sociale del Paese, ha l’obbligo di promuovere”.

Altrimenti, ha concluso, il rischio è quello di “scontare una sorta di isolamento” rispetto al sempre più veloce mutamento della realtà, mentre la comprensione dei fenomeni socio-culturali ed economico-finanziari che caratterizzano la società attuale impone un costante confronto con essi.

Se vuoi, posso anche rafforzarti il titolo e il sommario in stile Sole 24 Ore (più “giornalistico” e meno da relazione istituzionale), che secondo me farebbe rendere ancora meglio il pezzo.

Riproduzione riservata Ⓒ