I correttivi alla riforma fiscale non riducano le garanzie del contribuente. Ed i principi di equità fissati dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo sulle ispezioni fiscali e accessi ai locali di aziende e privati contribuenti diventino il riferimento per le prassi delle Agenzia delle entrate, i giudici e il legislatore. Si è aperto oggi a Cagliari il IX Congresso Nazionale dell’Unione Nazionale Camere Avvocati Tributaristi (UNCAT), dedicato a “Legalità e diritti nel sistema fiscale in evoluzione. Il ruolo degli Avvocati tributaristi”.
In un video messaggio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affermato: “I tributaristi sono alleati di famiglie e imprese, aiutano i cittadini a districarsi tra le norme fiscali, segnalano alle istituzioni cosa funziona e cosa invece andrebbe migliorato. Abbiamo potuto contare anche sulla vostra collaborazione, per esempio per scrivere la riforma fiscale, una riforma che l’Italia aspettava da oltre 50 anni e che ha tre obiettivi di fondo: tagliare le tasse, costruire un fisco più semplice, rifondare il rapporto tra lo Stato e i contribuenti”. “Va esattamente in questa direzione – ha proseguito Meloni - anche l’imponente lavoro di riordino e semplificazione che abbiamo condotto per riscrivere il sistema tributario. Siamo passati da 444 diversi provvedimenti legislativi a 8 testi unici. Un lavoro fondamentale per dare maggiore chiarezza a chi lavora, investe e crea occupazione”.
Il Congresso cade in un momento particolare per la riforma fiscale, tra l’impegno normativo (la legge delega n. 111/2023 - 21 decreti delegati di attuazione - 8 testi unici; e l’attuazione della riforma della Giustizia tributaria) e la piena attuazione dei principi di tutela dei diritti del contribuente in ogni fase del rapporto tributario, rispetto all’esercizio della potestà impositiva dello Stato. Nella relazione di apertura il Presidente Gianni Di Matteo ha affrontato tutti i principali temi in campo.
Principio di legalità e garanzie nelle ispezioni fiscali. Innanzitutto UNCAT chiede che le recenti sentenze della Cedu diventino il criterio con cui interpretare e applicare le norme tributarie. Con le pronunce Italgomme, Agrisud e Ferrieri e Bonassisa, tra il 2025 e il 2026, Strasburgo ha condannato l’Italia per accessi a sorpresa nei locali a fini ispettivi, per i controlli “a strascico” e indagini bancarie svolti senza motivazione puntuale e senza un controllo indipendente da parte del giudice, facendo emergere un deficit sistemico interno all’ordinamento fiscale italiano. In risposta, secondo Uncat, vi è stato un intervento parziale del legislatore con la modifica dell’articolo 12 dello Statuto del contribuente ad opera del decreto legge n. 84/2025 (che ha introdotto l’espressa e adeguata motivazione degli atti di ispezione).
“Il filo conduttore "rivoluzionario" di queste pronunce – e altre ne stanno arrivando - è dunque il superamento della tradizionale ampia discrezionalità riconosciuta all'amministrazione finanziaria: non basta più la legittimità formale del potere istruttorio, occorrendo garanzie procedurali effettive e un bilanciamento giudiziario tempestivo”, ha detto il presidente Di Matteo.
Contraddittorio e presunzioni. Chiusa la stagione dei ventuno decreti delegati e dei testi unici, UNCAT chiede che i prossimi “correttivi” non segnino un passo indietro rispetto alle garanzie della riforma. Il rischio è già concreto: i decreti attuativi dello Statuto del Contribuente hanno escluso dal contraddittorio preventivo alcune categorie di atti. Apprezzato invece il decreto omnibus 218/2026, che limita la presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili nelle società a ristretta base azionaria: “Una norma che fa parziale giustizia in relazione alla attività di accertamento nei confronti delle società a responsabilità limitata, che in Italia costituiscono una prevalenza. Ma il tema delle presunzioni è ancora aperto”, dichiara Di Matteo
Riscossione e Processo Tributario. I contribuenti sono ancora costretti a impugnare intimazioni di pagamento fondate su atti sospesi o annullati, perché manca un raccordo tra difesa e Agente della riscossione. “Servono tempi certi e un dialogo strutturale, non episodico, con la riscossione“. Anche le nuove garanzie processuali faticano a funzionare. La prova testimoniale scritta è stata richiesta nell’1% circa dei giudizi, e alle richieste cresciute del 28,5% in primo grado e del 37,4% in secondo non è corrisposto alcun aumento delle ammissioni. Le impugnazioni dei dinieghi di autotutela sono passate da 542 a 966 in un anno.
Giustizia tributaria. La riforma della Giustizia Tributaria, ancora in corso d’opera, è un passo avanti importante: ruolo unico nazionale dei magistrati, maggiori garanzie di stabilità, una disciplina delle responsabilità più definita. Tuttavia “non basta cambiare il nome o lo status dei magistrati. Chi giudica le controversie tra cittadino e amministrazione finanziaria deve essere, e apparire, pienamente indipendente, espressione di terzietà per entrambe le parti”. Per questo Uncat propone un’incompatibilità quinquennale per i magistrati provenienti dagli enti impositori rispetto al territorio del loro ex ufficio e il divieto di trattare cause alla cui formazione abbiano partecipato. Chiede poi un Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria autonomo dal MEF, un regime disciplinare uniforme tra togati e onorari e il coinvolgimento dell’avvocatura nelle valutazioni di professionalità.
Intelligenza artificiale. I progetti del MEF prevedono un utilizzo massivo di sistemi di AI nella fase di analisi e di accertamento fiscale. Da ultimo anche nella giurisdizione tributaria. “Non possiamo più parlare di un rischio astratto, ma di un pericolo concreto di mancata attenta verifica umana“, ha detto Di Matteo.
Con la profilazione e le liste selettive, il contribuente rischia di dover spiegare anomalie segnalate da un algoritmo di cui non conosce origine e logica. “Noi non siamo qui per opporci alla tecnologia. Purtroppo alcune recenti vicende, di tracce di bot in sentenze, ci hanno allarmato. Le norme ci sono, le linee guida anche. Non si può più procedere con improvvisazione. L’utilizzo della intelligenza artificiale non deve essere una scorciatoia”, ha chiarito il Presidente.
Specializzazione dell’avvocato tributarista e nuove sfide. Il Legislatore ha guardato con fiducia alla figura dell’avvocato specializzato, non solo assegnandogli- nel caso del Tax control framework– nuove competenze di certificazione del rischio fiscale; ma anche con la scelta di favorire la cooperative compliance, che suggella la capacità dell’avvocato tributarista di rappresentare i contribuenti e le aziende in ogni stadio del rapporto con il Fisco. “Non siamo più soltanto il difensore che interviene nel contenzioso. Siamo il consulente che accompagna l'impresa e il cittadino in ogni fase del rapporto con il fisco: dalla pianificazione fiscale corretta alla gestione preventiva del rischio, fino — se necessario — alla difesa nel merito e in legittimità”.

