Un accordo per rafforzare la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere e domestica attraverso una collaborazione stabile tra istituzioni nazionali e realtà territoriali. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa tra l’Osservatorio permanente sulla violenza di genere e domestica (OVG) e la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, firmato il 29 ottobre scorso, nella Sala Livatino del Ministero della Giustizia, come reso noto da Arenula70.

Protocollo contro la violenza di genere: obiettivi

A sottoscrivere l’accordo sono stati Donato Rosario Robilotta, direttore generale della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome; Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria, vice-coordinatrice della Conferenza e delegata al Coordinamento per le Pari Opportunità e la Rappresentanza di Genere; Maria Rosaria Covelli, presidente dell’Osservatorio sulla violenza di genere e domestica; e Mirella Delia, referente della Segreteria scientifica dell’OVG.

Il programma di collaborazione prevede una ricognizione sistematica delle leggi regionali, lo scambio di dati, l’individuazione e la condivisione delle buone pratiche e dei protocolli territoriali. Sono inoltre previste iniziative comuni di formazione, sensibilizzazione e divulgazione.

L’obiettivo è anche verificare l’efficacia delle norme nei diversi contesti territoriali, con particolare attenzione alla protezione delle vittime e al coordinamento tra istituzioni locali, centri antiviolenza (CAV) e autorità giudiziarie.

Un tavolo tecnico congiunto

Per pianificare e realizzare gli interventi previsti dal protocollo sarà istituito un Tavolo Tecnico congiunto, chiamato a organizzare il lavoro e favorire il raccordo tra i soggetti coinvolti.

Come evidenziato dai firmatari, il contrasto alla violenza di genere richiede un impegno condiviso che coinvolga scuole, servizi territoriali, centri antiviolenza e autorità giudiziarie, nel rispetto delle rispettive competenze istituzionali. Nel percorso assume rilievo anche il ruolo dei media, chiamati a contribuire al superamento degli stereotipi e alla diffusione di una cultura del rispetto.

Il protocollo nasce, dunque, con l’intento di affiancare alla conoscenza delle norme un’analisi concreta delle esperienze e delle criticità che emergono dai territori, affinché la collaborazione istituzionale possa tradursi in iniziative operative e in un rafforzamento delle reti di prevenzione e protezione.

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