Il Ministero della giustizia ha pubblicato sul portale Gnewsonline.it il report di analisi “Contrasto alla violenza di genere e domestica nelle prassi organizzative delle procure ordinarie. Analisi e prospettive di sviluppo”, realizzato dall’Osservatorio sulla violenza di genere e domestica in collaborazione con il gruppo di lavoro dedicato.
L’indagine rappresenta una prima analisi esplorativa sulle modalità operative adottate da 140 procure della Repubblica, con l’obiettivo di monitorare il grado di efficacia dell’attuale impianto normativo nel contrasto alla violenza contro le donne e alla violenza domestica.
I risultati dell’analisi confermano il ruolo centrale dell’Osservatorio sulla violenza di genere e domestica, istituito con decreto del ministro della Giustizia, come strumento di monitoraggio delle prassi giudiziarie e di supporto allo sviluppo di modelli organizzativi più efficaci.
Il lavoro dell’Osservatorio e il questionario alle procure
La raccolta dei dati è stata possibile, rende noto Gnewsonline.it, grazie alla collaborazione dei capi degli uffici giudiziari, che hanno risposto a un questionario online composto da 152 domande.
Il lavoro, coordinato dalla dottoressa Maria Monteleone, ha consentito di tracciare una fotografia dettagliata dell’organizzazione delle procure impegnate nei procedimenti per violenza di genere. L’analisi ha preso in esame diversi aspetti, tra cui la tempestività dell’azione giudiziaria, la valutazione del rischio per la vittima e il livello di specializzazione dei magistrati e del personale.
Dati e prassi adottate
Dal report emerge un dato significativo: il 98% delle procure ha adottato specifiche prassi organizzative per migliorare la gestione dei procedimenti relativi alla violenza di genere.
Tra le principali modalità operative figurano la creazione di gruppi di magistrati specializzati, l’utilizzo dell’audizione protetta per le vittime in condizione di vulnerabilità e la raccolta delle dichiarazioni nel più breve tempo possibile dopo i fatti. In molte procure è inoltre presente l’“ufficio codice rosso”, composto da magistrati e personale appositamente formati per la gestione dei casi di violenza domestica e di genere. Alcuni uffici hanno attivato anche sportelli dedicati alle donne straniere vittime di maltrattamenti, con attività di supporto per l’ottenimento del permesso di soggiorno per motivi umanitari.
Il report evidenzia anche il peso organizzativo di questi procedimenti e analizza le attività di formazione e di coordinamento con altri soggetti coinvolti nella tutela delle vittime. Oltre ai corsi della Scuola superiore della magistratura, le procure partecipano a tavoli interistituzionali con centri antiviolenza e altri attori del sistema di protezione, favorendo il confronto operativo e lo scambio di buone pratiche.

