Nella mattinata il ministro della Giustizia, affidandosi al suo profilo Facebook, ha comunicato il rinvio delle prove scritte degli esami di Avvocato, prevedendo come possibile data di svolgimento la primavera del 2021.
La notizia è rimbalzata in tutta Italia creando un generale disappunto tra gli aspiranti avvocato che, a gran voce, richiamando decisioni assunte per gli altri esami di abilitazione alle professioni regolate dal ministero della Giustizia, avevano chiesto di potersi derogare al sistema tradizionale delle tre prove scritte, potendosi questa volta affidarsi la conquista del titolo di Avvocato alla sola prova orale, magari sulle materie oggetto delle prove scritte e altre a scelta dei candidati.
Questa indicazione sembra non essere presa proprio in considerazione dal ministro Bonafede che, nella sua dichiarazione, dopo aver sostenuto che il rinvio è in linea con le decisioni assunte nel Dpcm di qualche giorno fa, ha sottolineato che si sta lavorando a tutte le soluzioni organizzative che possano consentire di accelerare la correzione delle prove scritte e diminuire quanto più possibile gli effetti di questo rinvio, precisando che a breve sarà indicata la nuova data dell'esame e che al momento, sembra ragionevole ipotizzare, come detto, per la primavera del 2021.
Le parole del Ministro appaiono come una diga che argina qualsiasi possibilità alternativa al tradizionale svolgimento dell'esame di abilitazione alla professione forense che, da questo punto di vista, conserverebbe quella sacralità che da anni lo caratterizza come difficoltoso e selettivo esercizio cui giungere dopo un complesso ed estenuante periodo di pratica.
Non vi è dubbio che possa condividersi lo spirito conservatore del Ministro, evidentemente ben consapevole del ruolo fondamentale che sono chiamati ad interpretare gli Avvocati nel pianeta Giustizia che, come più volte sottolineato, sono i Guardiani dei Diritti, svolgendo una funzione essenziale dell'attività giudiziaria.
Non sembra allo stato immaginabile uno sviamento del procedimento in cui si snodano le prove scritte dell'esame di stato, potendosi magari prevedere una modalità diversa di strutturare le tre prove, come per esempio risposte multiple o risposte sintetiche a quesisti giuridici che renderebbero certamente più agile e veloce la correzione delle prove stesse.
Ipotesi questa messa in campo in qualche disegno di legge ma avversata fortemente da parte dell'Avvocatura (Organismo Nazionale Forense) che tende a scongiurare una improvvisata azione di approntamento di moduli del tutto innovativi, senza sufficiente ponderazione in ordine alla adeguatezza e agli effetti che ne deriverebbero.

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