"Le riforme che ci eravamo impegnati a realizzare entro il 31 dicembre 2021 nel quadro del Pnrr, sono state tutte approvate dal Parlamento. E non era affatto scontato". A rilevarlo la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, intervenendo alla cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario in Cassazione. "La riforma della crisi d'impresa, la riforma del processo penale e quella del processo civile, con un capitolo importante per il diritto di famiglia e dei minori, sono ora parte del nostro ordinamento e già stiamo elaborando i decreti legislativi di attuazione. La giustizia riparativa nel tempo porterà molti benefici alla coesione sociale", ha ricordato. Dall'Europa, ha poi sottolineato la ministra, "sono arrivati gli stimoli per finalizzare queste riforme, superando le innegabili difficoltà, ma sono arrivati anche e soprattutto i mezzi finanziari per sostenere il grande sforzo organizzativo che stiamo chiedendo agli uffici giudiziari". Il ministro della Giustizia Cartabia ha poi affidato l'obiettivo di risoluzione dei problemi che affliggono il pianeta Giustizia al lavoro parlamentare dei prossimi mesi per l'approvazione dei decreti legislativi, che il Legislatore delegato dovrà approvare per dare attuazione ai progetti di riforma finanziati dal Pnrr. Al centro delle preoccupazioni sui dati della giustizia, continua a spiccare il contenzioso tributario, in endemico arretrato. Ma prima ancora è necessario affrontare la riforma dell'ordinamento giudiziario e del Csm. I tempi del processo potrebbero migliorare attraverso un più ammpio e preciso impiego degli strumenti digitali sdogantai ampiamente dalla situazione di emergenza

Riproduzione riservata Ⓒ