Nonostante alcune incertezze sull'applicabilità anche ai liberi professionisti dell'obbligo del green pass (previsto dal decreto legge approvato giovedì dal Governo per tutti i lavoratori), c'è chi getta il cuore oltre l'ostacolo e già pianifica il ritorno in sede grazie proprio al certificato verde.
Così fa, per esempio, DLA Piper , oltre 300 professionisti in Italia distribuiti tra Roma e Milano (fatturato 100mln), che ha lanciato una nuova policy dall'evocativo nome: "Reconnect", con lo scopo di riportare alla scrivania, un po' alla volta, tutti gli avvocati. Ovviamente green pass alla mano.
Sin da ora, infatti, lo Studio raccomanda a tutti di recarsi in ufficio muniti del certificato e, fino al 15 ottobre, offre la possibilità di eseguire il tampone a spese dello Studio (presso le strutture individuate).
"Con Reconnect - spiega Giampiero Falasca, Partner e People Strategist di DLA Piper - puntiamo a superare la fase di smart working emergenziale, senza perdere di vista i vantaggi del lavoro agile, cercando un nuovo equilibrio tra presenza dentro e fuori l'ufficio".
Per ora dunque la policy prevede che professionisti e staff tornino in ufficio per almeno tre giorni a settimana, mantenendo per le restanti giornate lavorative la possibilità di lavorare in modo "agile", con tempi e modalità definiti di concerto con il management.
"La nuova normativa sul Green Pass – conclude Falasca - agevola questo percorso: proprio per questo, in attesa che entri in vigore l'obbligo per tutti, già da lunedì prossimo raccomanderemo a tutti i nostri professionisti e dipendenti di procurarsi la certificazione prima di venire in ufficio. Sarà una fase volontaria e sperimentale che dovrebbe aiutare tutta la nostra comunità a prendere consapevolezza di quanto è importante l'impegno di tutti per mantenere sicuri i luoghi di lavoro".

