Per quanto sia la regione che registra al momento le quote più alte di istanze per la composizione negoziata della crisi di impresa e di esperti formati per gestire il nuovo strumento, anche in Lombardia i numeri sono contenuti: 17 istanze e 188 esperti al 10 febbraio scorso. Ma «cresceranno sempre di più nei prossimi mesi», prevede Giannicola Rocca, presidente commissione crisi, ristrutturazione e risanamento dell’Ordine dei dottori commercialisti di Milano.
«Siamo tutti alle prese con uno strumento nuovo e di non semplice applicazione - osserva - ma che riscuote senza dubbio l’interesse delle imprese. Lo testimoniano i primi casi emersi in un tessuto produttivo reattivo come quello lombardo. Noi stiamo lavorando per far conoscere e proporre la nuova procedura alle imprese che hanno i requisiti e potrebbero trarne dei benefici. E varie aziende stanno pensando di presentare l’istanza per accedere».
Un picco di domande, secondo Rocca, ci sarà in primavera, «quando arriveranno all’approvazione i bilanci del 2021, che scontano purtroppo gli effetti di due anni di pandemia. Anche la fine delle moratorie e la ripresa dell’attività di riscossione da parte dell’agenzia delle Entrate favoriranno l’accesso alla composizione negoziata».
Nel frattempo, cresce il numero dei professionisti che potranno rivestire il ruolo di esperto e gestire il nuovo strumento di composizione negoziata. Si è concluso a fine gennaio il corso organizzato a Milano dagli Ordini territoriali dei dottori commercialisti e degli avvocati, dalla Fondazione dei dottori commercialisti di Milano e con la collaborazione della Camera arbitrale di Milano. Al corso hanno partecipato circa 500 professionisti, ma non è detto che tutti confluiranno subito nell’elenco degli esperti. Al momento, «si stanno terminando le verifiche preliminari all’iscrizione», spiega Rocca. Intanto, «i controlli formali sul completamento del corso di 55 ore». E poi le verifiche sul possesso dei requisiti “sostanziali” per l’iscrizione, relativi all’esperienza professionale maturata. È possibile, secondo Rocca, che alcuni candidati si prendano del tempo per completare il curriculum prima di presentare la domanda.
In primavera, poi, partirà un nuovo corso.

