Pronta la riforma della procedura civile, uno delle misure chiave in prospettiva Recovery Plan, con l’obiettivo, a regime, di un taglio della durata delle cause del 40 per cento. Ieri la commissione Giustizia del Senato ha concluso l’esame del disegno di legge delega che, dopo il conferimento del mandato alle relatrici e il parere della commissione Bilancio nella giornata di martedì, approderà al voto dell’aula mercoledì prossimo, giorno in cui anche il Csm esprimerà il proprio parere dopo il rinvio di agosto.

Per Anna Rossomando, responsabile Giustizia del Pd e relatrice «tra gli elementi principali sottolineiamo l’effettività della prima udienza, l’istituzione del tribunale della famiglia, gli incentivi fiscali per i riti alternativi e le maggiori tutele per le donne e i minori vittime di violenza in ambito familiare, oltre all’introduzione dell’ufficio del processo che porterà nuove risorse e competenze nei tribunali civili».

La prima udienza

Su uno dei cardini, forse il più tormentato per le dure contestazioni soprattutto dell’avvocatura, quello della prima udienza, la versione finale del testo ha cancellato, oltre che la previsione di decadenze e preclusioni, contenute nella versione originaria degli emendamenti del Ministero, sia quella predeterminazione dei termini intermedi tra atti introduttivi e prima udienza che erano stati considerati punto di equilibrio tra Ministero stesso e relatrici.

Così, alla fine, il tentativo di rendere la prima udienza un passaggio sostanziale e meno burocratico, con rinvii quasi automatici, è agganciato a norme più fragili e ancora da precisare. Più fragili perché appunto generalmente senza limiti temporali e sanzioni processuali; indeterminate perché, per esempio, le repliche dell’attore alla domanda riconvenzionale e alle eccezioni del convenute dovranno essere proposte entro un «congruo termine» antecedente l’udienza, come pure non sono precisati i termini per le successive memorie di repliche e per quelle conclusive.

I termini

In ogni caso, si sottolinea, i termini dovranno essere tali da permettere la rapida trattazione del processo, garantendo il contraddittorio e il più ampio esercizio del diritto di difesa, ampliando se necessario i termini a comparire e quelli di costituzione del convenuto.

Le parti dovranno poi essere presenti personalmente all’udienza di comparizione, per dare qualche chance in più al tentativo di conciliazione; la loro assenza, senza motivo giustificato, avrà conseguenze sul fronte della valutazione delle prove da parte del giudice. Cancellata poi anche una delle altre misure più indigeste per l’avvocatura, quella per cui la contumacia equivaleva alla mancata contestazione dei fatti controversi.

Le aste giudiziarie

Tra le novità introdotte, su proposta Pd-5 Stelle (emendamento congiunto Franco Mirabelli, Pd, e Daniele Pesco, 5 Stelle), l’istituzione di una banca dati delle aste giudiziarie, nella quale fare confluire e rendere disponibili all’autorità giudiziaria, civile e penale, i riferimenti identificativi degli offerenti e dei conti bancari o postali utilizzati per versare la cauzione e il prezzo di assegnazione oltre alle relazioni di stima. Una maniera, sottolineano i proponenti per contrastare attività criminali sempre più indirizzate a forme di riciclaggio del denaro “sporco”.

Approvata poi, con qualche ritocco, l’istituzione del Tribunale della famiglia che sostituirà quello dei minorenni, accorpando tutti profili del diritto di famiglia sia civili sia penali. Al nuovo ufficio giudiziario dovranno essere assegnati, in via esclusiva, magistrati con un elevato profilo di competenza nelle materie trattate.

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