Sul tema della stabilizzazione degli addetti all’Ufficio per il processo, il ministro della Giustizia Carlo Nordio si è impegnato, in sede di conversione del Dl Giustizia, a proporre una formulazione pienamente coerente con l’accordo del 29 aprile 2026 sull’individuazione delle famiglie professionali, sottoscritto con le organizzazioni sindacali. Lo riferisce una nota congiunta diffusa al termine dell’incontro del 17 giugno tra il Guardasigilli e i rappresentanti di Unsa Confsal, Confintesa, Cisl, Uil Fp e Flp.
Per Confintesa, il richiamo all’accordo conferma l’inserimento degli addetti all’Ufficio per il processo nella famiglia dei funzionari dei servizi giudiziari. Nel corso della riunione, il Segretario Generale, Claudia Ratti, ha ricordato come nelle fasi iniziali del confronto fossero state avanzate anche ipotesi differenti, compresa una proposta di famiglia professionale autonoma per gli addetti all’Ufficio per il processo. Tuttavia, in nessuna delle successive bozze è mai stata prevista una distinzione tra gli addetti all’Ufficio per il processo e gli altri funzionari giudiziari.
Il Segretario Generale ha inoltre evidenziato come l’unificazione della famiglia professionale risponda a esigenze organizzative concrete della giustizia italiana, soprattutto negli uffici caratterizzati da gravi carenze di organico, dove la flessibilità nell’impiego delle professionalità rappresenta uno strumento indispensabile per garantire il funzionamento dei servizi.
Particolare apprezzamento è stato espresso per l’impegno assunto dal Ministro Nordio a intervenire sul testo durante l’iter parlamentare di conversione.
Resta infine aperto il confronto sugli effetti della proroga prevista dal decreto per il personale che non potrà essere immediatamente stabilizzato dal 1° luglio e sulle modalità con cui l’amministrazione gestirà la fase successiva del processo di assorbimento.

