Aiga: trend preoccupante, ma i giovani possono guidare il cambiamento
Commentando il Rapporto sull’avvocatura 2025, il presidente Foglieni auspica che la nuova legge professionale accolga le proposte Aiga su: rete tra professionisti, incompatibilità, accesso, monocommitenza, compenso minimo
“In un mondo dell’avvocatura nel quale emergono un calo numero degli iscritti (soprattutto avvocate), generalizzato invecchiamento della professione (età media 49 anni), diffusa insoddisfazione della propria situazione professionale (un avvocato su tre ha pensato di abbandonare la professione), difficoltà economiche e professionali e una netta diminuzione di iscritti a giurisprudenza e praticanti, tocca ai giovani avvocati guidare il cambiamento. A differenza dei colleghi più anziani, ancorati a modelli tradizionali, i giovani manifestano infatti una maggiore apertura verso nuove forme di aggregazioni professionali, con fatturato tendenzialmente più aperto ad una dimensione sovralocale e nell’ambito dell’attività stragiudiziale (consulenza ed assistenza). È questa la strada da percorrere”. Lo afferma Carlo Foglieni, presidente AIGA, commentando il rapporto sull’avvocatura del 2025 presentato da Cassa Forense.
“AIGA è pronta a farsi portavoce di questo cambiamento con una serie di proposte che porta avanti da anni e che auspichiamo possano essere concretizzate nella nuova Legge professionale”, spiega Foglieni. “Penso alla rete tra professionisti, al superamento dell’attuale sistema delle incompatibilità, alla competenza esclusiva degli avvocati per l’attività stragiudiziale, alla riforma dell’accesso con reintroduzione del patrocinio abilitativo e riforma dell’esame di Stato, alla regolamentazione del rapporto di collaborazione in regime di monocommittenza, al compenso minimo per i praticanti e al bando di Cassa Forense per l’assegnazione di contributi per percorso formativo praticanti. Proposte che arrivano da esigenze reali e che potrebbero accompagnare l’avvocatura verso il futuro”.