Nel “sacrario” del Diritto dei Contratti, ove il principio di buonafede regna quale “sovrano”, custode dell’equità sinallagmatica, l’articolo 1359 del Codice Civile si erge a baluardo contro l’astuzia del contraente infedele.

La finzione di avveramento della condizione – sublime congegno negoziale in virtù del quale l’ordinamento sanziona la “malizia” volta a frustrare il patto – postula, per sua stessa essenza, un conflitto di interessi, una antitesi tra la volontà...

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