Il contesto internazionale, “connotato da estrema complessità e da profondi cambiamenti”, con un numero crescente di conflitti in corso e la Costituzione come “faro” anche per orientarsi nell’intreccio di ordinamenti sovranazionali in cui ormai si muove la giurisdizione. E ancora il dovere di “leale collaborazione” con Parlamento e Governo e la perdurante necessità di una complessiva “semplificazione” per dare più spinta al Pil. E poi il richiamo al ruolo dei giudici che non deve mai essere improntato al personalismo. Ma anche un ragionamento sui tempi che sono ormai “maturi” per un “codice amministrativo sostanziale”, per esempio partendo dal territorio e dalle disposizioni urbanistiche. Sono tanti i temi affrontati dal Presidente del Consiglio di Stato, Luigi Maruotti, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario e di presentazione dellaRelazione sull’attività della Giustizia amministrativa”, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle più alte cariche dello Stato. Non è mancato un accenno all’intelligenza artificiale che deve rimanere di “supporto” alle attività amministrative (come l’anonimizzazione dei provvedimenti); ed un ampio capitolo sul Pnrr, con una giustizia amministrativa che taglia tutti i traguardi in anticipo ma che per rimanere competitiva deve mettere in sicurezza le “risorse” stabilizzando gli addetti all’ufficio del processo. Infine, l’apertura sul contributo unificato – tema dolente per cittadini e avvocati, ripreso anche nell’intervento del Presidente del Cnf, Greco – per il quale “si potrebbe valutare una rimodulazione”.

La Costituzione come faro - “Il ruolo della Giustizia amministrativa nell’attuale contesto mondiale – ha detto Maruotti - è connotato da estrema complessità e da profondi cambiamenti, alcuni dei quali stanno minando il garantismo espresso dal diritto internazionale, a partire dal secondo conflitto mondiale”. “Dal Global Peace index del 2024 – ha proseguito -, emerge la presenza di conflitti in 92 Paesi. E tale numero purtroppo è in espansione. Plurimi sono gli ambiti coinvolti, tra cui quello dei flussi migratori, della sicurezza e dell’ordine pubblico, del commercio estero, dell’energia, resi ancor più complessi dalla rivoluzione digitale e dall’impatto delle intelligenze artificiali”. “Le risposte – ha aggiunto - non possono prescindere dal faro costituito dai primi articoli della Costituzione, che tra i valori fondanti della Repubblica pone il primato della persona e del solidarismo”.

Giudice si attenga a lettera della legge - “L’articolo 101 della Costituzione – ha proseguito - è chiaro nell’affermare che al primato della legge sono soggetti innanzitutto i giudici. Dunque, il Giudice amministrativo si deve attenere al dato letterale della legge, che rappresenta il criterio interpretativo primario per trarne il significato, in coerenza con i principi costituzionali e con quelli unionali. Non può prevalere la visione soggettiva del singolo o di un collegio, che trasformerebbe in arbitrio i poteri giudiziari, aumentando le conflittualità”. “Per le stesse ragioni – ha detto -, il Giudice amministrativo non può entrare nel merito delle scelte politiche e di quelle discrezionali, né si può sostituire all’Amministrazione, tranne quando la legge stessa gli abbia attribuito i cosiddetti poteri di merito, cioè quelli sostitutivi”.

Giustizia amministrativa argine contro “overtourism” - “Più volte, la a Giustizia amministrativa è stata chiamata ad esercitare tale funzione in settori in cui l’Amministrazione ha disposto misure in assenza di una organica disciplina di legge. Si pensi a quanto è accaduto negli ultimi anni nel dare risposte alle sfide derivanti dall’impatto del forte aumento del turismo nelle aree urbane ed extraurbane: il c.d. overtourism produce sovraffollamento, aumento dei prezzi e dei canoni di locazione, difficoltà abitative dei residenti, pressione sulle infrastrutture, danni ai paesaggi ed ai siti culturali”. “Nel corso del 2025 – ha aggiunto Maruotti -, il Giudice amministrativo si è pronunciato sulla legittimità di atti volti a salvaguardare località a vocazione turistica, come Amalfi, Madonna di Campiglio, Pisa e il Lago di Garda, ed ha elaborato alcuni criteri, i quali potrebbero essere oggetto di valutazione nel caso di approvazione di una legge di settore”.

Rivedere contributo unificato – E poi una tema molto caro all’avvocatura. “Sul piano processuale - ha detto il Presidente -, una prima riflessione riguarda il contributo unificato, la cui attuale entità può dissuadere a proporre ricorsi. Si potrebbe valutare una sua rimodulazione quando un ricorso con un numero limitato di pagine tratti questioni di valore contenuto, il che consentirebbe un più ampio sindacato dell’azione amministrativa, senza pregiudicare significativamente le finanze pubbliche, per il prevedibile aumento del numero dei ricorsi”.

Pnrr, raggiunti in anticipo anche i nuovi obiettivi - Maruotti ha poi ricordato con orgoglio tutti i traguardi raggiunti dalla giustizia amministrative in termini di riduzione dell’arretrato e riduzione delle pendenze ordinarie. “Poiché l’obiettivo del PNRR di riduzione delle pendenze è stato conseguito con largo anticipo rispetto alla scadenza del 30 giugno 2026, nel corso del 2025 il Consiglio Ecofin ha approvato la ridefinizione in aumento degli obiettivi. Per il Consiglio di Stato, è stata prevista la riduzione, alla data del 30 giugno 2026, del 70% delle cause pendenti al 30 giugno 2024, mentre per tutti i TAR, e non più soltanto per i sette originariamente individuati, è stata prevista per la medesima data la riduzione dell’80% del numero complessivo delle cause pendenti al 30 giugno 2023. Anche tali obiettivi sono stati già raggiunti con anticipo, nel 2025”. “Per evitare una nuova formazione dell’arretrato – ha aggiunto Maruotti -, occorre potenziare gli organici del personale di magistratura e di quello amministrativo, puntando alla stabilizzazione del personale dell’Ufficio per il processo”.

“Le ordinarie pendenze – ha proseguito - sono altresì diminuite, rispetto al dicembre 2024. Presso le Sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato, tale diminuzione nel 2025 è stata pari al 14,7%, e il numero delle cause pendenti alla fine del 2024, pari a 11.194, si è ridotto a 9.544 alla fine del 2025, con 11.630 ricorsi definiti. La riduzione dell’arretrato per i Tar è stata dell’1,3%, e il numero delle cause pendenti alla fine del 2024, pari a 86.870, si è ridotto a 85.748 alla fine del 2025, con 67.423 ricorsi definiti”.
Per quanto riguarda la riduzione dell’arretrato ‘storico’, cioè dei ricorsi pendenti al 31 dicembre 2019, nel 2025, il Cds ha ridotto le giacenze da 146 a 62 ricorsi ed i Tar da 4.133 a 1.122, con riduzione rispettivamente del 57,5% e del 72,8%, rispetto all’anno precedente. Questi risultati sono senz’altro positivi, se si considera che nel 2025 i ricorsi proposti ai Tar ed al Cds sono aumentati rispettivamente del 24,4% e dell’1,9%, rispetto a quelli dell’anno precedente. Mentre in tema di appalti pubblici, nel 2025 la durata media di un giudizio è stata di 107 giorni in primo grado e di 157 giorni in appello.

Infine, sulla definizione dei ricorsi ai Tar, Maruotti ha riassunto i seguenti dati: il 34,5% ha avuto l’esito processuale di improcedibilità o di irricevibilità, il 41,7% è stato accolto e il 23,8% è stato respinto. Computando le sole sentenze di merito, il 63,8% dei ricorsi è stato accolto, il 36,2% è stato respinto. Presso i singoli Tar, le percentuali risultano diversificate. Nel 2025, gli appelli al Consiglio di Stato hanno avuto l’esito processuale di improcedibilità o di irricevibilità per il 15,3%, sono stati accolti per il 27,7% e sono stati respinti per il 57%. Nel 2025, gli appelli al Consiglio di Stato hanno avuto l’esito processuale di improcedibilità o di irricevibilità per il 15,3%, sono stati accolti per il 27,7% e sono stati respinti per il 57%.

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