Con il deposito degli emendamenti, entra nel vivo la discussione sul Ddl sfratti (n. 1896, “Disposizioni in materia di rilascio degli immobili”) che ha avuto il via libera del Governo a maggio scorso. Il provvedimento mira ad accelerare le procedure di rilascio degli immobili, anche con l’obiettivo di stimolare i proprietari a mettere le case vuote sul mercato.
“Il disegno di legge sul rilascio degli immobili – spiega Pierantonio Zanettin, senatore di Forza Italia e relatore del provvedimento in discussione nella commissione Giustizia del Senato - prevede una serie di nuove misure procedimentali che consentirà di ridurre in modo significativo i tempi per le convalide e le esecuzioni degli sfratti. Credo si possa arrivare a dimezzare, e forse anche a ridurre a un terzo, i tempi attualmente necessari”.
“Oggi ci sono dei colli di bottiglia che allungano notevolmente le tempistiche – prosegue Zanettin - Penso, ad esempio, alle carenze di organico degli ufficiali giudiziari. Si prevede, quindi, che alla figura dell’ufficiale giudiziario possano essere affiancate altre figure delegate dal giudice, come quelle dell’Istituto vendite giudiziarie”.
“Un altro problema su cui si interviene – ha proseguito - riguarda la possibile irreperibilità dell’inquilino, che oggi rende molto laboriosa e complicata la possibilità di effettuare una notifica valida. E ancora, tra le tecniche dilatorie c’è il cosiddetto ’termine di grazia’, cioè la possibilità di sanare la morosità entro un termine fissato dal giudice. Nel testo, il termine viene ridotto da 90 a 45 giorni. Allo stesso tempo, vengono ridotte da tre a due le volte in cui è possibile sanare la morosità nell’ambito di uno stesso rapporto locatizio”.
“C’è poi il tema dell’uso della forza pubblica. Oggi, per difficoltà oggettive, le questure faticano a mettere a disposizione il personale necessario alle esecuzioni di rilascio. Per ovviare a questo, alcuni emendamenti, su cui faremo delle valutazioni, prevedono la possibilità per l'ufficiale giudiziario di farsi assistere da istituti di vigilanza privata“.
In particolare, alcuni emendamenti (Rapani–Berrino, Rosso, De Poli e Murelli), propongono di consentire all’ufficiale giudiziario di avvalersi di istituti di vigilanza privata, su richiesta e a spese del procedente, per eseguire il rilascio. L’intervento dei privati è circoscritto ai poteri già attribuiti loro dalla legge.
Altre proposte prevedono l’istituzione di un “Registro nazionale degli inquilini morosi” con la finalità di certificare l’affidabilità economica e sociale dell’inquilino. Un regolamento governativo, da adottare entro sei mesi, acquisito il parere del Garante della privacy, stabilirebbe i dati inseribili, i soggetti ammessi alla consultazione e le garanzie per gli interessati.
Sempre su questo tema, una diversa proposta prevede l’istituzione di una “Banca dati nazionale del merito locatizio” che limita l’iscrizione alle morosità accertate giudizialmente. I dati resterebbero al massimo per tre anni dalla definizione della procedura e la consultazione sarebbe aperta soltanto alle parti, agli agenti immobiliari abilitati e ai professionisti incaricati del contratto.
Alcuni emendamenti introducono poi un minimo di 50 euro per ogni giorno di ritardo nel rilascio, intervenendo sulla penalità già prevista dal Ddl. Altre proposte chiedono di eliminarla o di modularne l’importo, tenendo conto dell’equità, delle condizioni economiche delle parti e della gravità dell’inadempimento.
Per quanto concerne l’Imu, due proposte prevedono l’esenzione dal tributo dalla notifica dell’intimazione di sfratto per morosità fino all’effettiva riconsegna o all’esecuzione del rilascio, a partire dal 1° luglio 2027.
Sempre in tema di Imu, per gli immobili locati a canone concordato, altre proposte prevedono, dal 2028, la riduzione dell’imposta dovuta dall’attuale 75% al 50%. Per compensare il minor gettito, è previsto un ristoro ai Comuni.

