L’Aula della Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal Governo per l’approvazione del Dl lavoro, nel testo identico a quello licenziato dalla commissione Lavoro, con 165 voti favorevoli. L’Assemblea procederà quindi all’esame dei relativi 77 ordini del giorno per passare al voto finale tra la serata di oggi e il pomeriggio di domani. Il Dl cosiddetto “Primo Maggio”, con le disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale, passerà poi all’esame del Senato (va convertito in legge entro il 29 giugno).
Tra le novità introdotte nel corso del passaggio in Commissione figura la definizione del ‘Trattamento economico complessivo’ che identifica così il “salario giusto” che le imprese sono tenute a rispettare per poter accedere ai bonus per assumere giovani, donne svantaggiate e disoccupati nelle Zes. Il provvedimento, originariamente composto da 19 articoli, a seguito dell’esame in sede referente, è salito 30, suddiviso in cinque Capi.
Per Maria Cecilia Guerra e Arturo Scotto (Pd) la definizione di “salario giusto” è facilmente aggirabile e rischi di favorire i contratti pirata. Secondo gli esponenti dem, il provvedimento aumenta la precarietà, limita i diritti dei rider e riduce l’autonomia delle parti sociali, senza contrastare efficacemente sfruttamento e bassi salari. Secondo il capogruppo di Avs se nella commissione Lavoro della Camera Franco Mari: “È una fesseria che il salario minimo spinga le retribuzioni verso il basso, questo è ciò che la destra vuole far passare. L’articolo 36 della Costituzione afferma che il salario non deve essere solo giusto, come piace a voi, ma anche minimo. Il vostro decreto è una porcheria, altro che fiducia, lo spazzeremo via appena ve ne andrete!“. Anche il M5S attacca il decreto, definendolo un provvedimento che legalizza precarietà e sottosalari. Il deputato Davide Aiello denuncia la bocciatura senza confronto delle proposte dell’opposizione, tra cui salario minimo ed esenzione Irpef per gli under 35, e critica il concetto di “salario teorico” che valorizza welfare aziendale e benefit.
Al contrario, Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha espresso apprezzamento per il Governo e per il criterio del “salario giusto”, ritenendolo preferibile al salario minimo perché orientato alla qualità del lavoro, delle competenze e delle imprese.
Intervenendo alla Conferenza internazionale del lavoro dell’Ilo a Ginevra, il Ministro del lavoro, Marina Calderone, ha affermato che il principio del “salario giusto” introdotto in Italia valorizza la contrattazione collettiva e il dialogo tra Governo e parti sociali. La ministra ha inoltre ribadito l’impegno dell’Italia per la tutela dei lavoratori delle piattaforme digitali, il contrasto allo sfruttamento e al lavoro minorile, la parità di genere e un utilizzo dell’intelligenza artificiale nel lavoro fondato su criteri di sicurezza, affidabilità e centralità della persona.
Le novità in sede di conversione
Un emendamento dei relatori, successivamente riformulato, ha chiarito le voci che costituiscono il Tec, Trattamento economico complessivo, indicato nei Ccnl siglati da sindacati e associazioni datoriali comparativamente più rappresentative. Formano così il “Tec” tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, comprese le mensilità aggiuntive e le indennità fisse e continuative, le prestazioni di welfare contrattuale spettanti alla generalità dei dipendenti e gli eventuali altri istituti o indennità aventi valore economico, definiti dagli stessi contratti collettivi. Sono in ogni caso escluse le voci retributive discrezionali e variabili riconosciute ai singoli lavoratori. Dalla versione definitiva della proposta di modifica è stato peraltro espunto il riferimento ai ‘contratti equivalenti’ che, avevano denunciato le opposizioni, avrebbe dato spazio, nella contrattazione collettiva, ai cosiddetti “contratti pirata”.
Con un’altra modifica riformulata, originariamente presentata dalla Lega, è stata innalzata l’anticipazione forfettaria per i contratti scaduti. In particolare, entro i primi nove mesi successivi alla naturale scadenza, in assenza di diverse pattuizioni contrattuali, le retribuzioni sono adeguate, a titolo di anticipazione forfettaria dell’incremento retributivo dell’indicatore dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici importati (Ipca-Nei), nella misura pari al 50%, con esclusione del turismo e dei lavoratori del settore sanitario e sociosanitario e delle strutture che erogano prestazioni per conto e a carico del Ssn. La misura, viene precisato, si applica a decorrere dal gennaio 2027 per i contratti scaduti prima della data di entrata in vigore del Dl. Lo stesso emendamento stabilisce, peraltro, che le parti prevedono procedure idonee a garantire la regolarità nei rinnovi e meccanismi per assicurare adeguata copertura economica nella vacanza contrattuale.
Via libera anche alla riformulazione di un emendamento che, nell’ambito del contrasto al caporalato digitale, stabilisce che, esclusivamente per i “riders” e i lavoratori delle piattaforme, quando emergono fatti che indicano l’esistenza di poteri di direzione e controllo, anche per il tramite di sistemi di monitoraggio automatizzati o di sistemi decisionali automatizzati, il rapporto di lavoro si presume di natura subordinata, salva prova contraria.
Un’ altra modifica approvata, consente, in via sperimentale fino a fine 2029, il distacco lavorativo, previo accordo sindacale, di uno o più lavoratori anche tra aziende di settori diversi, nel pieno rispetto delle mansioni svolte (anche tra aziende non dello stesso settore o Ccnl), al fine della ‘salvaguardia dei livelli occupazionali e della continuità produttività.
I relatori hanno poi precisato che l’esonero contributivo fino all’1% e nel limite di 50mila euro annui per ciascuna azienda, introdotto dal Dl per sostenere la ‘conciliazione tra famiglia e lavoro, la maternità e la paternità’ si applicherà nel triennio 2026-28.
Torna inoltre al 50% dal 60%, sempre a seguito di correzioni stabilite dalla Commissione, la quota che può essere percepita in capitale e in unica soluzione al momento del pensionamento, nell’ambito della previdenza complementare.
Numerose sono le azioni relative agli incentivi per le assunzioni disposte, anche attraverso interventi sulle misure vigenti, dai primi articoli del decreto legge. Viene così, tra l’altro, introdotto a favore dei datori di lavoro privati un esonero contributivo totale, cosiddetto “bonus donne”, per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2026 di donne svantaggiate. L’esonero è riconosciuto per un periodo massimo di 12 o 24 mesi e per un importo massimo pari a 650 euro mensili. L’importo è elevato a 800 euro se la lavoratrice è residente nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno.
Previsti inoltre bonus giovani, per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2026 di under 35. Si tratta di un esonero, ha riferito la relatrice Nisini all’Assemblea nel corso della discussione generale, “che viene riconosciuto per un periodo massimo di 12 o 24 mesi, per un importo massimo di 500 euro mensili, elevabile a 650 euro per assunzioni in unità produttive nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno”. Scatta, inoltre, il “Bonus Zes” per assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2026 di soggetti che hanno compiuto 35 anni di età e sono disoccupati da almeno 24 mesi, da impiegare in unità produttive e regioni della Zes unica per il Mezzogiorno, esonero che viene riconosciuto per un periodo massimo di 24 mesi e per un importo massimo di 650 euro mensili”. E ancora, ha ricordato la parlamentare, in favore dei datori di lavoro privati è concesso “un esonero contributivo totale che, dal primo agosto 2026 al 31 dicembre 2026, trasformano senza soluzione di continuità i rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati entro il 30 aprile 2026 in rapporti a tempo indeterminato per personale non dirigenziale di età inferiore ai 35 anni. L’esonero è riconosciuto per un periodo massimo di 24 mesi e per un importo massimo di 500 euro mensili”.
Per gli oneri derivanti da alcune delle azioni previste, sono indicate coperture pari complessivamente a 160,9 milioni per il 2026, 411,9 milioni 2027 e 250,7 milioni per il 2028.

