“Individuare, in tempi brevissimi, una soluzione normativa che consenta di definire modalità di svolgimento dell’esame coerenti con la proposta di riforma della legge professionale forense”. L’Aiga commenta positivamente l’incontro che si è tenuto ieri, 10 marzo, presso il Ministero della Giustizia sui possibili interventi normativi relativi alla sessione dell’esame di abilitazione alla professione forense 2026.

“L’obiettivo comune – si legge in una nota dell’Associazione dei giovani avvocati - è quello di superare il ricorso sistematico alle proroghe annuali che hanno caratterizzato le ultime sessioni, individuando una disciplina che possa offrire chiarezza e continuità nell’organizzazione dell’esame di abilitazione”.

Il modello resta dunque quello delineato dal Ddl di riforma dell’ordinamento forense, attualmente all’esame della Commissione Giustizia della Camera. Il testo prevede due prove scritte – un parere motivato e la redazione di un atto giudiziario nelle materie civile, penale o amministrativa – cui segue un’unica prova orale articolata nella discussione degli elaborati, nella soluzione di un caso pratico e in quesiti su diritto sostanziale, diritto processuale e ordinamento forense.

Le modalità operative, come l’eventuale utilizzo di codici e strumenti informatici, dovranno essere definite dai decreti attuativi.

All’incontro hanno preso parte il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, avv. Francesco Greco, nonché, per AIGA, il Presidente, avv. Luigi Bartolomeo Terzo, l’avv. Roberto Scotti e l’avv. Zakaria Sichi, insieme ai rappresentanti del Ministero della Giustizia.

Nella nota si sottolinea il “clima di grande collaborazione istituzionale”.

«Il confronto - ha dichiarato il Presidente nazionale AIGA avv. Luigi Bartolomeo Terzo - rappresenta un segnale importante di attenzione verso le esigenze dei praticanti e della giovane avvocatura». «La disponibilità al dialogo mostrata dal Ministero e dal Consiglio Nazionale Forense consente di lavorare concretamente a una soluzione condivisa che restituisca serenità a migliaia di aspiranti avvocati».

Le interlocuzioni, conclude il comunicato, proseguiranno nei prossimi giorni “per giungere rapidamente a una soluzione condivisa tra Ministero, avvocatura istituzionale e rappresentanze associative”.

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