Il Dl Giustizia rinvia al 31 ottobre 2027 l’entrata in vigore dell’ampliamento delle competenze del giudice di pace. Il differimento, spiega la Relazione illustrativa, si rende improrogabile a causa delle gravi scoperture della magistratura onoraria e del mancato completamento degli adempimenti necessari a rendere operativo il nuovo assetto. Non sono state infatti ancora definite le piante organiche dei singoli uffici né la ripartizione della dotazione complessiva di 6mila magistrati onorari tra giudici di pace e vice procuratori onorari.

Difficoltà note al Governo. L’attuale ritmo delle procedure concorsuali, si legge nella Relazione, non consente di colmare le scoperture in tempi compatibili con l’entrata in vigore delle competenze ampliate. In materia civile, al giudice di pace saranno attribuite le controversie relative a beni mobili fino a 30mila euro e le cause di risarcimento danni da circolazione stradale fino a 50mila euro. La finalità della riforma è alleggerire il carico dei tribunali ordinari, ma il rischio, a organici invariati, sarebbe quello di un duplice effetto pregiudizievole. Da un lato gli uffici del giudice di pace si troverebbero nell’impossibilità materiale di gestire i nuovi flussi di contenzioso, con tempi incompatibili con il principio della ragionevole durata del processo; dall’altro non si realizzerebbe neppure il previsto alleggerimento dei tribunali, poiché le stesse risorse verrebbero semplicemente redistribuite tra uffici strutturalmente inadeguati.

Critica la posizione dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati. «Senza un deciso intervento sulle carenze strutturali e organizzative degli uffici, qualsiasi ulteriore incremento di competenze rischia di aggravare una situazione già prossima al collasso», afferma l’Aiga in una nota. L’associazione richiama la grave scopertura degli organici, sia amministrativi sia giudicanti, le carenze infrastrutturali e il mancato completamento del processo di digitalizzazione previsto dalla riforma Cartabia.

I giovani avvocati tornano inoltre a sollecitare una serie di interventi già sottoposti al Ministero nel giugno 2024, tra cui la possibilità di emettere ingiunzioni di pagamento direttamente da parte degli avvocati, la stipula di accordi tra Ministero ed enti territoriali per l’assegnazione di personale amministrativo agli uffici del giudice di pace e il rafforzamento delle competenze notificatorie ed esecutive, accompagnato da una revisione del sistema degli Uffici notificazioni, esecuzioni e protesti (Unep). Misure che, secondo l’Aiga, insieme all’assunzione di nuovo personale giudicante, consentirebbero «un’effettiva ed efficiente entrata in vigore delle nuove competenze del giudice di pace».

 

 

 

 

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