Società

Modelli 231, Confindustria vara l'aggiornamento delle Linee Guida

di Marcello Trabucchi, Livia Gabanella*

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Tratto da Plusplus24 e Smart24

In breve

Oltre ai principali orientamenti giurisprudenziali e le indicazioni in ordine ai sistemi di whistleblowing, le Linee recepiscono gli aggiornamenti del catalogo dei reati presupposto conseguenti alla Legge Spazzacorrotti e al recepimento della Direttiva PIF

Dopo sette anni dall'ultimo aggiornamento Confindustria ha emanato le nuove " Linee Guida per la costruzione dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 ", per offrire alle imprese che abbiano scelto di dotarsi di un Modello 231 utili indicazioni, tratte essenzialmente dalla prassi, ritenute in astratto idonee a rispondere alle esigenze delineate dal D.lgs. 231/01.

Le Linee Guida, oltre a menzionare i principali e più recenti orientamenti giurisprudenziali, forniscono indicazioni e spunti in ordine ai sistemi di whistleblowing.

Sono, inoltre, stati recepiti gli aggiornamenti del catalogo dei reati presupposto conseguenti alla legge 9 gennaio 2019, n. 3 (cd. legge Spazzacorrotti), nonché al recepimento della Direttiva PIF (ad es. reati tributari, peculato, abuso d'ufficio, etc.).

È interessante notare come le nuove Linee Guida valorizzino un approccio integrato alla compliance, al fine di sviluppare sistemi di controllo e procedure sempre più efficaci ed armonizzati tra loro, così eliminando le disfunzioni che spesso caratterizzano l'approccio tradizionale.

In tal modo si consente di razionalizzare le attività (in termini di risorse, persone, sistemi, etc.), di migliorare l'efficacia e l'efficienza delle attività di compliance, anche tramite risk assessment congiunti, e di agevolare la condivisione delle informazioni attraverso un sistema di flussi informativi, tutto ciò al fine di adottare procedure comuni senza generare inutili duplicazioni di ruoli, presidi e rimedi collettivi, laddove tali ruoli incidano sugli stessi processi.

Nell'ottica dell'approccio integrato appena descritto le Linee Guida rimarcano l'opportunità per l'ente di adottare i diversi sistemi di gestione certificabili, ad esempio in materia antinfortunistica (ISO 45001), ambientale (EMAS o ISO 14001), di sicurezza informatica (ISO 27001), di qualità (ISO 9001), anticorruzione (ISO 37001), valorizzando in tal modo il "Sistema 231".

Infatti, come sottolineato da Confindustria implementare un sistema certificato di misure organizzative e preventive è un segno dell'inclinazione dell'ente alla cultura del rispetto delle regole che sicuramente può costituire un'ottima base per la costruzione dei modelli organizzativi.

Tra i sistemi di gestione certificabili una particolare importanza riveste quello anticorruzione in conformità alla Norma ISO 37001:2016 (Anti-bribery Management System), il quale persegue l'obiettivo di aiutare organizzazioni e imprese a prevenire e contrastare i fenomeni di corruzione, sviluppando e consolidando una cultura della trasparenza e dell'integrità.

Tra i vantaggi di questo sistema si può certamente menzionare l'effetto di rafforzamento dei protocolli di controllo già esistenti per la prevenzione della corruzione attiva, verso la Pubblica Amministrazione o privati, e/o della corruzione passiva all'interno della stessa, oltre che del sistema di whistleblowing (previsto dai PTPC e dal Modello 231), consentendo all'OdV di focalizzare la propria attività su altre aree a rischio meno presidiate.

È, inoltre, garantito un rafforzamento dei controlli sui principali stakeholders (ad es. agenti, fornitori, distributori, spedizionieri, etc.) anche attraverso un sistema di due diligence piuttosto articolato.

L'adozione di un sistema di gestione certificato 37001, ancora, può essere valutata in un eventuale giudizio di responsabilità amministrativa nei confronti dell'ente come sintomatica di una particolare attenzione verso un sistema organizzato orientato alla cultura della prevenzione e della legalità.

Da ultimo, si segnala che l'adozione di tale sistema da un lato può rappresentare un requisito premiale per ottenere il rating di legalità da parte dell'AGCM e/o del rating d'impresa da parte dell'ANAC in caso di partecipazione a gare pubbliche, dall'altro può essere valorizzata in termini di brand reputation anche nell'ambito dei sistemi di qualifica di clienti internazionali, stante la diffusione globale dello standard 37001.

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*A cura di Marcello Trabucchi - Partner e Livia Gabanella - Associate, SZA Studio Legale

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