Processi più brevi e smaltimento dell’arretrato sono centrali per il rilancio dell’economia e per l’assegnazione delle risorse del Recovery Plan. Nella bozza di Pnrr si stima che una riduzione della durata dei procedimenti civili del 50% potrà accrescere la dimensione media delle imprese manifatturiere italiane di circa il 10 per cento. Più nel dettaglio, una riduzione da 9 a 5 anni dei tempi di definizione delle procedure fallimentari potrà generare un incremento di produttività dell’economia italiana dell’1,6 per cento. Con riferimento a stime di Banca d’Italia, una seria riforma della giustizia avrà un effetto volano sul Pil nel lungo periodo dello 0,5 per cento.
Nel dettaglio, il Piano prevede una serie di interventi su civile, penale, esecuzioni e risorse. Quanto a queste ultime, nel 2018 è stato avviato un piano di assunzioni di personale amministrativo per circa 13.000 unità (poi ampliato a 17.000). Già assunte 4.864 persone mentre è in corso il reclutamento, entro il prossimo triennio, di altre 8.287 unità; l’ufficio del processo, con assunzioni a tempo determinato, dovrà essere operativo da inizio 2022. Sulla stessa linea si muove l’incremento dell’organico dei magistrati di 600 unità.
Su civile e penale, la ministra della Giustizia Marta Cartabia ha messo in campo due commissioni con tempi estremamente stretti. Obiettivo la redazione di proposte per la messa a punto di disegni di legge delega, utilizzando i progetti già in discussione in Parlamento. Sul civile la commissione Luiso ha già sostanzialmente concluso i lavori e punta, tra l’altro, alla valorizzazione di negoziazione assistita e mediazione. La prima dovrà comprendere anche la crisi della famiglia non matrimoniale, mentre la seconda sarà incentivata sul piano economico e fiscale, allargandone anche l’operatività. Consolidati poi i modelli sperimentati in emergenza dell’udienza da remoto e cartolare. Sulle impugnazioni sarà potenziato il filtro di ammissibilità e semplificato il rito, affidando a un solo consigliere la gestione delle udienze e l’assunzione di nuove prove. Spazio poi al rinvio pregiudiziale in Cassazione, con il giudice di merito che potrà interpellare la Corte su questioni nuove e controverse, suscettibili di forte contenzioso.
Nel penale, la commissione Lattanzi avrà ancora due settimane a disposizione: prevista la rimodulazione dei termini di durata e della scansione termini delle indagini, il controllo giurisdizionale sulla data di iscrizione della notizia di reato. Rivista la procedibilità dei reati e rafforzata la possibilità di estinguere alcuni reati con condotte riparatorie, estesa la tenuità del fatto.

