Stop ai recuperi dell’intera annualità di pensione, riesame delle posizioni già definite e restituzione delle somme trattenute in eccesso. Dopo il cambio di orientamento della Cassazione sul divieto di cumulo tra Quota 100 e redditi da lavoro, il Pd chiede alla ministra del Lavoro Marina Calderone di intervenire sull’Inps. Con un’interrogazione in Commissione, le deputate Sara Ferrari e Maria Cecilia Guerra sollecitano l’applicazione del criterio di proporzionalità affermato dalla Sezione lavoro: la violazione del divieto comporta una riduzione della pensione pari al reddito percepito, anziché la perdita dell’intera annualità. E chiedono di estendere lo stesso principio a Quota 102 e Quota 103.

La svolta è contenuta nella sentenza n. 26864 del 14 ottobre 2026. La Suprema corte, rivedendo il precedente orientamento, chiarisce che la violazione del divieto di cumulo comporta lo scomputo dalla pensione di una somma pari al guadagno percepito. Una soluzione che salvaguarda i principi di proporzionalità e ragionevolezza, evitando che redditi anche esigui determinino la perdita dell’intera pensione annuale.

“Un pensionato – affermano Sara Ferrari e Maria Cecilia Guerra - ha lavorato un solo giorno in un’azienda agricola, ha guadagnato 59 euro lordi e l’INPS gli ha chiesto indietro 19mila euro. Un’altra ha fatto la comparsa e ha dichiarato i 380 euro guadagnati: sanzione di 20.000. Ora la Cassazione ha detto basta: chi ha lavorato restituisce solo quanto ha guadagnato. È una buona notizia, ma è l’ennesimo problema risolto dalla magistratura e non da questo Governo”.

“Dal 2020  - proseguono le interroganti - quasi 10mila pensionati hanno ricevuto contestazioni dall’INPS, con richieste tra i 15 e i 25mila euro a persona, recuperate con trattenute sulla pensione”. “Una situazione drammatica creata dalla norma voluta da Salvini, che vietava di lavorare senza chiarire le eventuali conseguenze. Quel vuoto è stato riempito con la punizione più dura possibile, poi replicata per Quota 102 e 103. Noi questa ingiustizia la denunciamo da anni. A ogni legge di bilancio, alla Camera e al Senato, abbiamo presentato emendamenti per correggere questa stortura, e la maggioranza li ha sempre bocciati. Per due anni l’INPS si è fatto scudo con la sentenza di Cassazione del 2024. Dove non è arrivata la politica con il buon senso, è dovuta intervenire la giustizia, correggendo se stessa. È il principio di proporzionalità: chi guadagna 50 euro non può subire la confisca di 20mila”.

Nell’interrogazione Ferrari e Guerra chiedono alla Ministra tre impegni precisi: indicazioni urgenti all’Inps per bloccare subito richieste di restituzione e trattenute integrali; la sospensione dei recuperi in corso e il riesame d’ufficio delle posizioni già chiuse, per restituire le somme trattenute; l’applicazione immediata dello stesso principio anche a Quota 102 e Quota 103.

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