Comincia oggi, e si protrarrà fino al 29 settembre, l’astensione dalle udienze, proclamata dall’Unione delle camere penali italiane “a difesa delle garanzie, per un processo giusto, contro gli interventi normativi di matrice illiberale e, non ultimo, quale momento per denunciare le condizioni d’illegalità in cui, ormai da troppo tempo, si trovano le carceri italiane”.

La Camera penale di Milano aderisce “convintamente” all’iniziativa, che - spiega il direttivo in una nota - “non rappresenta una rivendicazione corporativa dell’avvocatura o una battaglia per pochi, ma chiama in causa l’essenza delle garanzie costituzionali che devono permeare la giustizia penale”.

Il primo dei punti della protesta sono le intercettazioni delle conversazioni tra avvocato e assistito, che “travolgendo la riservatezza dei colloqui, vanificano la premessa ineludibile – protetta dal segreto professionale – per il libero esercizio dell’attività difensiva”. L’episodio a cui si fa riferimento è in particolare quello nel carcere di Perugia, “una illegittima intrusione”, che “non solo vanifica il sistema delle garanzie processuali, ma priva le persone ristrette anche dell’ultimo residuo spazio di libertà e riservatezza, costituito dal rapporto col proprio difensore”.

C’è infine la situazione in cui versano le carceri italiane ad animare la protesta dei penalisti, che parlando di una “involuzione illiberale”. “Di fronte a condizioni di sovraffollamento spesso gravissime, di fronte all’assenza di risorse per garantire percorsi di cura, assistenza e reinserimento, le uniche risposte sono rappresentate dalla criminalizzazione della resistenza passiva dentro ai luoghi di detenzione e dall’introduzione di nuove ipotesi di ostatività rispetto alle misure alternative al carcere”.

Lo sciopero, quindi “rappresenta lo strumento per denunciare questa deriva. La battaglia, però, non riguarda gli avvocati, ma il tipo di giustizia penale che vogliamo per il nostro Paese e, in fondo, il rispetto della nostra Costituzione”, conclude il consiglio direttivo. 

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