Il centrodestra cerca una mediazione interna prima dell’approdo in Aula del disegno di legge delle opposizioni previsto per il 3 giugno. Dopo mesi di stallo, governo e maggioranza hanno deciso di riaprire nelle commissioni Giustizia e Affari sociali del Senato il termine per la presentazione degli emendamenti al testo base firmato dai relatori Pierantonio Zanettin (FI) e Ignazio Zullo (FdI). Una scelta maturata al termine di un vertice di maggioranza a Palazzo Madama con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, i capigruppo di maggioranza e i presidenti delle commissioni competenti.
A rivendicare il risultato è stata la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi: «È stata accolta la richiesta di FI di tornare in commissione per depositare alcuni emendamenti». L’obiettivo dichiarato è «la ricerca di una possibile mediazione, anche con l’opposizione». Tra i nodi ancora aperti c’è soprattutto quello del coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale, tema che divide sia la maggioranza sia le opposizioni. Proprio su questo punto emergerebbe una delle ipotesi allo studio: «affidare alla volontarietà e gratuità da parte del medico generico che può farlo anche in intramoenia», ha spiegato Craxi, precisando però che si tratta di una soluzione ancora tutta da verificare.
Anche il viceministro Francesco Paolo Sisto ha confermato che il ruolo del Ssn rappresenta «uno dei nodi che andrebbero sciolti». Secondo l’esponente azzurro «il governo e la coalizione sono interessati a licenziare il provvedimento ma va licenziato in un modo che sia vicino alle sentenze della Corte costituzionale ma anche alle sensibilità parlamentari». Sisto si è detto «ottimista», sottolineando che «la delicatezza di questo provvedimento non consente superficialità né accelerazioni che non siano frutto di una compiuta discussione».
La Lega, intanto, conferma la libertà di coscienza sul tema. Il capogruppo Massimiliano Romeo ha spiegato che l’auspicio è «trovare un testo equilibrato che tenga conto di tutte le sensibilità».
Dalle opposizioni, però, arriva il timore che la riapertura degli emendamenti possa trasformarsi in un ulteriore rinvio. Per il senatore Pd Alfredo Bazoli «quello che non siamo disposti ad accettare è di allungare ulteriormente i tempi». Il Partito democratico ribadisce inoltre che «resta discriminante la questione del coinvolgimento del Ssn».
Sulla stessa linea anche la senatrice di Avs Ilaria Cucchi, secondo cui la riapertura dei termini non deve diventare «il modo per allungare i tempi e continuare a impedire l’approvazione di una legge importantissima». Per Avs resta «un punto fermo» la non estromissione del Servizio sanitario nazionale «per aiutare e alleviare le sofferenze di chi ha malattie incurabili».

