Se a bordo dell’auto viaggia un minore, o una persona disabile, la stessa infrazione può costare il 10% in più. Ugualmente se l’auto supera i 150 kilowatt di potenza, circa 200 cavalli. Lo prevede l’articolo 123 del nuovo codice della strada, lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare dal Governo e ora all’esame del Parlamento.
“La disposizione – spiega la Relazione illustrativa - dà attuazione al criterio di delega relativo alla personalizzazione e alla maggiore proporzionalità della risposta sanzionatoria, introducendo un sistema graduato di aumenti collegato alla maggiore offensività della condotta, alla particolare pericolosità del contesto in cui la violazione è commessa ovvero alla condizione soggettiva del conducente o del veicolo”.
L’aumento, si legge nel testo, riguarda le sanzioni amministrative pecuniarie della tabella allegata al nuovo Codice per le violazioni dei titoli II, III e IV. La maggiorazione, dunque, colpisce soprattutto le violazioni delle regole di sicurezza, si va dall’eccesso di velocità, al passaggio col rosso; dalla mancata precedenza all’uso del cellulare. Restano, invece, escluse la sosta tariffata, il mancato pagamento dell’accesso alle Ztl e i divieti di sosta o fermata imposti dalla segnaletica.
La stessa maggiorazione interessa chi commette l’infrazione alla guida di un’autovettura di categoria M1 con potenza superiore a 150 kW. Una soglia che non identifica soltanto le supercar, ma può comprendere anche modelli di più larga diffusione.
Conta anche il saldo della patente. L’incremento di un decimo è previsto per il conducente che, al momento dell’accertamento, abbia meno di venti punti e fino a dieci. Tra le altre condizioni figurano la recidiva della stessa violazione nell’arco di cinque anni e la guida di un veicolo con revisione scaduta da oltre sei mesi.
Il calcolo parte dal minimo edittale: una sanzione base di 250 euro, applicando il solo aumento del 10%, sale a 275 euro.
Le disposizioni non sono ancora in vigore: il testo dovrà completare l’iter consultivo e tornare al Governo per l’approvazione definitiva, e potrà quindi essere modificato.

