La Giovane avvocatura plaude all’intervento sulla disciplina della committenza – “fenomeno che incide sull’effettiva libertà professionale di molti Colleghi e che troppo spesso ne compromette autonomia e condizioni di lavoro” – e alla riaffermazione “dell’indipendenza e della libertà dell’Avvocatura, presidio imprescindibile per l’effettività del diritto di difesa”, contenuti nello Schema di riforma della legge professionale forense varato dal Consiglio dei ministri di venerdì sera.

 L’Associazione Italiana Giovani Avvocati, con un comunicato, condivide la lettura espressa dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, secondo cui il nuovo impianto normativo è finalizzato a tutelare i giovani avvocati, in una fase in cui si registra un’inversione di tendenza nelle iscrizioni agli albi. Un dato che l’Associazione segnala da tempo come il “sintomo di una professione che fatica a offrire ai più giovani prospettive di stabilità, dignità economica e reale indipendenza”.

Secondo i dati riportati dal Guardasigilli, nel 2024 ci sono state 8.100 cancellazioni, mentre le iscrizioni si sono fermate 5.770. con un delta negativo di 2400 professionisti persi. E nel 25 l’attrattività della professione si è ancora ridotta: le cancellazioni sono state 6.900 contro 4.000 iscrizioni. La situazione non è certo destinata, a breve, a migliorare visto che le immatricolazioni a giurisprudenza sono diminuite di quasi il 40% in dieci anni.

«Si tratta di un passaggio storico, che l’Avvocatura attendeva da tempo e che la nostra Associazione ha sollecitato con convinzione», dichiara il Presidente nazionale di AIGA, avv. Luigi Bartolomeo Terzo. «La riforma può segnare una svolta per la professione, a condizione che il testo definitivo mantenga gli impegni assunti nei confronti delle nuove generazioni».

Il tirocinio, chiarisce il Dlgs, potrà svolgersi per l’intera durata presso l’Avvocatura dello Stato o l’ufficio legale di un ente pubblico, mentre il corso di formazione dei praticanti avrà una durata di dodici mesi; per le prove scritte dell’esame di Stato via libera agli strumenti informatici.

L’Associazione fa sapere che “continuerà a sostenere il percorso della riforma, mettendo a disposizione delle Istituzioni la propria esperienza e il proprio contributo critico”. L’obiettivo della giovane avvocatura è che le misure annunciate si traducano in “tutele concrete ed effettive, a partire da quelle per i praticanti e i giovani professionisti, attraverso un confronto aperto con tutta l’Avvocatura”.

Intanto, dal 1° ottobre si può presentare per via telematica la domanda di partecipazione al prossimo esame di abilitazione. Il Dm Giustizia del 3 settembre 2026, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – IV Serie speciale “Concorsi ed esami” n. 70 dell’11 settembre 2026. C’è tempo per iscriversi fino all’11 novembre prossimo. Per la registrazione e l’autenticazione, i candidati dovranno utilizzare esclusivamente un’identità digitale tra SPID di secondo livello, Carta di identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS). Il pagamento degli oneri di partecipazione dovrà essere effettuato attraverso la piattaforma PagoPA. La prova scritta si svolgerà il 15 e il 16 dicembre 2026, dalle ore 9.00.

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