Comunitario e Internazionale

La Bei su richiesta di terzi deve riesaminare la delibera che finanzia un progetto ambientale

di Paola Rossi

Ciò che rileva è il diritto individuale a porre la domanda di accesso agli atti, che in tale materia si fonda in maniera molto ampia

Il Tribunale Ue ha annullato la decisione della Bei che aveva respinto come irricevibile una domanda di riesame della delibera del suo consiglio di amministrazione di concessione di un finanziamento in materia ambientale afavore di altro operatore dell'Unione europea. Infatti, con la sentenza sulla causa T-9/19, il Tribunale Ue ha affermato che la Bei dovrà rispondere alle obiezioni di portata ambientalistica che l'Ong ClientEarth ha sollevato riguardo all'approvazione di un progetto di finanziamento concernente l'impianto a biomassa di Curtis, in Spagna. Il fondamento giuridico della decisione sta nell'applicazione e interpretazione della Convenzione di Aarhus su "Accesso all'informazione, partecipazione dei cittadini e accesso alla giustizia in materia ambientale". La convenzione fu firmata dall'allora Comunità europea e dai suoi Stati membri nel 1998. Ed è in vigore dal 30 ottobre 2001. Nel contenuto essa concede al " pubblico" (individui e associazioni che li rappresentano) il diritto di accedere alle informazioni e di partecipare nelle decisioni in materia ambientale, a tutela del quale - in caso di mancato rispetto - è prevista la possibilità di azionare ricorso giurisdizionale. L'intento dell'accordo è quello di assicurare e promuovere maggiore coinvolgimento e una più forte sensibilizzazione dei cittadini nei confronti dei problemi di tipo ambientale. L'ambiziosa, ma giusta finalità, è quella di contribuire a salvaguardare il diritto di ogni individuo, "delle generazioni attuali e di quelle future", di vivere in un ambiente che assicuri la sua salute e il suo benessere.

I diritti messi in campo dalla Convenzione scattano in tre ipotesi:
•assicurare l'accesso del pubblico alle informazioni sull'ambiente detenute dalle autorità pubbliche;
•favorire la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali che influiscono sull'ambiente;
•estendere le condizioni per l'accesso alla giustizia in materia ambientale.
La nozione, contenuta nella convenzione, di "autorità pubbliche" ricomprende, non solo quelle nazionali e locali, ma anche le istituzioni comunitarie, quindi anche la Banca europea degli investimenti.
Mentre i diritti e gli obblighi messi in campo dalla convenzione operano quando si tratta di:
• adottare misure legislative, regolamentari o altre misure necessarie;
• consentire ai funzionari e alle autorità pubbliche di fornire assistenza e orientamento ai cittadini, agevolandone l'accesso alle informazioni, la partecipazione ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia;
• promuovere l'educazione ecologica dei cittadini e aumentare la loro consapevolezza dei problemi ambientali;
• riconoscere e sostenere le associazioni, i gruppi o le organizzazioni aventi come obiettivo la protezione dell'ambiente.

Accesso del pubblico alle informazioni in materia ambientale
Il diritto di accesso agli atti è proprio quello che è stato messo in discussione nel giudizio davanti al Tribunale, che ha annullato il rifiuto della Bei di concederlo all'Ong che voleva conoscere processo decisionale e presupposti del finanziamento concesso al promotore spagnolo.
La convenzione prevede diritti ed obblighi precisi in materia di accesso all'informazione, concernenti in particolare i tempi di trasmissione e i motivi di cui dispongono le autorità pubbliche per rifiutare l'accesso a determinati tipi di informazione.

L'accesso può venire rifiutato in 4 casi:
•se l'autorità pubblica non è in possesso dell'informazione richiesta;
• se la richiesta è manifestamente irragionevole o formulata in modo troppo generico;
• se la richiesta riguarda una materia in corso di completamento:
• se le richieste sono rifiutabili per il carattere confidenziale (attività di autorità pubbliche, difesa nazionale e sicurezza pubblica) o per garantire il corso della giustizia e il rispetto del carattere confidenziale di informazioni commerciali e industriali, diritti di proprietà intellettuale, dati personali e interessi dell'eventuale terza parte che ha rivelato le informazioni.

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