Professione e Mercato

Il mercato del Legal management , la comoditizzazione del mercato legale: contract mangement and legal analytic

di Inga Rusu*

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Tratto da Plusplus24 e Smart24

Nel 1987, il professore canadese Hugh Lawford ha creato il primo database legale – chiamato Quic/law. Sei anni dopo, quel progetto accademico portò alla creazione di Quicklaw, una delle prime società di ricerca giuridica.

Gli avvocati sono abituati a esercitare la loro professione in un contesto stabile e prevedibile che però, ultimamente, è oggetto di profonde trasformazioni anche a causa dell'accelerazione del processo di digitalizzazione, cui anche l'ambito giuridico non può più sottrarsi. Quali i fattori che stanno maggiormente trainando tali processi trasformativi?

Il primo fattore da prendere in considerazione è lo sviluppo del legal tech. Dobbiamo però fare un significativo passo indietro nel tempo per meglio comprendere i trend attuali del mercato di riferimento. I primi tentativi di applicare la tecnologia al diritto risalgono al XVII secolo, quando il filosofo e matematico Gottfried Leibniz propose l'applicazione della logica al diritto. Leibniz voleva sviluppare un metodo di ragionamento giuridico che avesse la stessa precisione della matematica. Un metodo per determinare, per esempio, il vincitore di una causa, semplicemente applicando dei calcoli richiesti. L'idea di trasformare il diritto in una disciplina puramente computazionale è conosciuta oggi come il Sogno di Leibniz. Più di tre secoli dopo, però il sogno iniziò a realizzarsi.

Nel 1987, il professore canadese Hugh Lawford ha creato il primo database legale – chiamato Quic/law. Sei anni dopo, quel progetto accademico portò alla creazione di Quicklaw, una delle prime società di ricerca giuridica.

Sempre in quel periodo, negli Stati Uniti è nata LexisNexis, con una visione simile: aiutare gli avvocati a trovare facilmente delle informazioni per preparare i casi. Ma, il legal tech non era ancora pronto per una sua adozione di massa. I computer erano troppo costosi, venivano acquistati solo da alcune aziende. La riduzione dei costi e l'espansione a macchia d'olio del pc hanno favorito, all'inizio del nuovo millennio, un'accelerazione del processo di trasformazione digitale anche nel settore legale.

La creazione di LegalZoom nel 2001 è stato un passo importante. L'azienda ha proposto primo modello "fai da te" per la redazione del contratto. Qualsiasi utente poteva creare un contratto seguendo una serie di passaggi. Dopo aver compilato i campi, l'accordo poteva essere stampato ed era pronto per essere firmato. Quicklaw, LexisNexis e Westlaw di Thomson Reuters sono esempi di come la tecnologia abbia provato ad aiutare gli avvocati. Ma LegalZoom, RocketLawyer e Avvo hanno seguito una logica diversa, forse molto più interessante, e si sono orientati verso l'utente finale dei servizi legali.

E proprio questo è stato il primo segno tangibile del fatto che la tecnologia è in grado, potenzialmente, di mettere nell'angolo gli avvocati nel nuovo ecosistema legale, e esercitare in maniera molto simile, e in alcuni casi, molto più precisa, le attività degli professionisti.

Ovviamente, ci sono molti aspetti etici da considerare. C'è, per esempio, il rischio che quanto descritto possa comportare una maggiore disuguaglianza tra le parti che hanno accesso a questi strumenti e quelle che invece non lo hanno.

Il secondo elemento da prendere in considerazione in questo scenario è la riduzione drastica dei costi dei servizi legali. Dalla crisi economica del 2008, il mercato di riferimento è diventato sempre più esigente. Gli uffici legali delle aziende sono molto più attenti al budget e, in parallelo, si è osservata una diminuzione del personale adibito a servizi legali. I clienti sono diventati più duri durante la negoziazione e in più, chiedono modelli di tariffa diversi da quella oraria.

Tuttavia, assistiamo già ad un'importante riduzione dei costi dei servizi legali, attraverso:

1.L'incredibile ascesa di ALSP (Alternative Legal Service Providers), che costituiscono un'alternativa agli studi legali tradizionali.

2.L'implementazione di varie tipologie di legal tech, per rispondere velocemente alle esigenze del business.

3.La creazione di nuovi ruoli, i professionisti delle operazioni legali, i cosiddetti Legal Ops, che sono diventati dei profili molto influenti e richiesti dagli uffici legali. Il loro obiettivo è ottimizzare l'efficienza di questi uffici

Il terzo fattore che sta influenzando il settore legale è costituito dal processo di deregolazione in atto.

Storicamente, solo gli avvocati potevano offrire servizi legali. Oggi, invece, molto spesso, non è più necessaria la laurea in giurisprudenza. Naturalmente, solo un avvocato può rappresentare un cliente in tribunale. Ma non devi essere un avvocato per costruire un ecosistema legale basato sulla tecnologia legale e fornire servizi legali. Ovviamente, la trasformazione digitale cambierà il modello corrente dei grandi studi che coprono tutte le materie e assumono centinaia di avvocati. Gli studi boutique saranno più comuni, con pochi partner e una maggiore specializzazione. Le attività routine saranno o esternalizzate o eseguite tramite varie AI applicazioni (per esempio, chatbots o smart contracts).

In conclusione, le principali tendenze del mercato legale (la riduzione dei costi, l'implementazione della tecnologia e la deregolazione) stanno generando effettivamente una commoditization dei servizi rilevanti.

Grazie a questo fenomeno, gli avvocati dovranno acquisire nuove capacità per adattarsi all'industria legale digitale. La conoscenza approfondita della legge rimarrà, ma si dovrà (forse, si deve già) coprire una serie di competenze non tradizionali, come alfabetizzazione digitale e mentalità imprenditoriale.

Il nuovo mercato legale per i clienti è una buona notizia. Una concorrenza più alta significa commissioni più basse. Per gli avvocati, invece, si traduce nella necessità di reinventarsi. Proprio come le biblioteche, i media e la musica, anche l'industria legale rischia di essere divorata dal software.

La sfida è capire come costruire un ecosistema legale che sappia raccogliere i fattori di trasformazione prima ricordati e che sia, allo stesso tempo, sostenibile.

*a cura di Inga Rusu MBA Legal Operations, Emerson Corporate Law Department

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