Consob: Acf, il 59% dei risparmiatori chiede di farsi assistere da un avvocato
Resta stabile il numero delle controversie sottoposte nel 2024 all’Arbitro per controversie finanziarie, risarcimenti in calo a 9,4 milioni. I dati nella Relazione annuale del Presidente Barbuzzi
Sono centosessantacinque i milioni di euro rientrati in otto anni nelle tasche dei risparmiatori che dal 2017 ad oggi si sono rivolti all’Arbitro per le controversie finanziarie. Dall’inizio dell’attività, nel 2017, i circa 12.000 risparmiatori che hanno scelto di affidarsi all’Arbitro hanno visto riconoscersi rimborsi pari in media a 20,6 milioni all’anno. Per la prima volta il valore medio delle istanze dei risparmiatori ha raggiunto la cifra record di oltre 70.000 euro. Sono i numeri dell’attività 2024 contenuti nella Relazione annuale dell’Acf presentati dal presidente Gianpaolo Barbuzzi. L’Acf è il soggetto istituito da Consob nel 2016 per risolvere le controversie tra investitori retail e intermediari.
La Relazione evidenzia che, nonostante la piena gratuità prevista per i ricorsi all’Arbitro, è in aumento nel 2024 al 68,2% dal 60% del 2023 la percentuale di chi preferisce farsi assistere da un procuratore, dunque 655 risparmatori su 961. E nel caso di ricorsi presentati con Procuratore, i dati ribadiscono la tendenza a prediligere l’assistenza di un avvocato 59,4%, in calo però rispetto al 72,5% del 2023.
“L’alta percentuale di ricorsi assistiti da legali - si legge nella Relazione - conferma quanto già osservato in passato: la rilevanza economica degli interessi coinvolti nonché la complessità delle tematiche rappresentate nei ricorsi inducono i ricorrenti a ritenere necessario – pur in assenza dell’obbligo di assistenza legale – il contributo qualificato di operatori professionali del diritto, al fine di una più corretta rappresentazione delle doglianze e di una più elevata qualità del contraddittorio nel corso del procedimento”.
Ridotto al lumicino il contributo delle associazioni dei consumatori a fini di assistenza dei risparmiatori in fase di presentazione dei ricorsi (1,2% a fronte del 3,2% nel 2023 e del 16,9% nel 2022). Aumenta, invece, rispetto agli anni scorsi, la presenza della categoria “Altro” (39,4% rispetto al 24,3 del 2023 e all’8,2% del 2022) che ricomprende i casi in cui il ricorso è stato presentato con l’assistenza di soggetti diversi da studi legali e associazioni dei consumatori.
Resta stabile il numero delle controversie nel 2024 con percentuali di accoglimento dei ricorsi inferiori al 50% e risarcimenti ai risparmiatori in calo a 9,4 milioni. “La conflittualità in materia di investimenti finanziari si sta stabilizzando a livelli contenuti” ha detto: “Per il secondo anno consecutivo il numero delle controversie sottoposte all’attenzione dell’Arbitro è stato inferiore alla soglia dei mille: 961 i ricorsi presentati nel 2024, a fronte dei 963 del 2023. L’andamento del primo trimestre del corrente anno è in linea con il biennio precedente. La stagione della conflittualità seriale dello scorso decennio può, dunque, dirsi messa definitivamente alle spalle, sostituita ora da controversie più eterogenee e innovative, caratterizzate da livelli di complessità più elevati”.
“L’attività decisoria ha fatto registrare nel 2024, per la prima volta, un tasso di accoglimento dei ricorsi inferiore alla soglia del 50% (49,7%). Sono, dunque, oramai lontani i tempi delle controversie originatesi dai casi di ”risparmio tradito” di un decennio fa, che avevano fatto registrare picchi di accoglimento superiori al 90%“ continua il presidente. La minore percentuale di accoglimento dello scorso anno - precisa Barbuzzi - ”non è effetto di una mutata sensibilità del Collegio, né tantomeno di un maggior rigore valutativo applicato ai casi portati più di recente alla nostra attenzione: quel che è cambiata è la natura delle controversie, che presentano oramai le fisiologiche caratteristiche che avrebbero con tutta probabilità assunto già ab initio, nel 2017, in assenza delle evocate crisi bancarie”.
Il minore tasso di accoglimento dei ricorsi ha avuto “quale inevitabile conseguenza la riduzione dei risarcimenti a favore dei risparmiatori: 9,4 milioni di euro, a fronte dei 13 milioni del 2023”.
È arrivato poi il warning per i risparmiatori rispetto alle sollecitazioni online. Il rischio “di cadere in trappola” di offerte abusive di investimento sul web “è elevatissimo”, ha detto Barbuzzi. “Esulano dalla competenza Acf le controversie relative alla prestazione di servizi d’investimento da parte di soggetti non autorizzati. I casi di abusivismo finanziario, dunque, non possono trovare presso il nostro Organismo idonea sede solutoria del contenzioso - ha spiegato -È quanto abbiamo dovuto, purtroppo, far presente di recente per operazioni finanziarie realizzate da piccoli investitori tramite piattaforme web gestite da soggetti esteri, in particolare su cripto-asset”. Il consiglio - ha aggiunto Barbuzzi - “è sempre lo stesso per i risparmiatori: diffidare e, anzi, astenersi dall’operare attraverso canali privi di presidi di vigilanza e tutela, senza farsiingolosire dalla prospettiva di facili e quasi sempre inesistenti guadagni”.
Infine, la Consob e la Banca d’Italia hanno stipulato un nuovo Protocollo d’intesa con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra l’Arbitro per le Controversie Finanziarie (Acf) e l’Arbitro Bancario Finanziario (Abf) e “perseguire un più elevato ed effettivo livello di tutela dei clienti”. “Anche il nuovo Protocollo – si legge in un comunicato - promuove lo scambio informativo tra i due sistemi di risoluzione alternativa delle controversie (Adr) su questioni di comune interesse e sui meccanismi di coordinamento utili a orientare il cliente nell’individuazione dell’Arbitro competente”.
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