Giustizia

Draghi: aumentare l'efficienza del sistema giudiziario civile

In breve

Stop poi alle differenze di efficienza tra i tribunali. Tra le priorità smaltimento dell'arretrato, migliore gestione dei carichi di lavoro, norme procedurali più semplici, e copertura dei posti vacanti

Nel discorso per la "fiducia " al Senato Mario Draghi enuncia le priorità da seguire nelle riforme. "Alcune – afferma - riguardano problemi aperti da decenni ma che non per questo vanno dimenticati". "Fra questi – prosegue - la certezza delle norme e dei piani di investimento pubblico, fattori che limitano gli investimenti, sia italiani che esteri". Secondo il Presidente del Consiglio siamo davanti ad un percorso obbligato, in quanto imposto dal piano Next generation Eu. Draghi mette al centro la "riforma fiscale, "architrave della politica di bilancio", e quella della "pubblica amministrazione", di cui magna pars spetta alla Giustizia.

"Agli uffici - afferma Draghi - verrà chiesto di predisporre un piano di smaltimento dell'arretrato e comunicarlo ai cittadini". La riforma della PA infatti dovrà muoversi su due direttive: gli investimenti in connettività con la realizzazione di "piattaforme efficienti e di facile utilizzo" da parte dei cittadini; e l'aggiornamento "continuo" delle competenze dei dipendenti pubblici, "anche selezionando nelle assunzioni le migliori competenze e attitudini in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati".

Per quanto riguarda il settore Giustizia le azioni da svolgere sono "principalmente quelle che si collocano all'interno del contesto e delle aspettative dell'Unione europea". Nelle Country Specific Recommendations indirizzate al nostro Paese negli anni 2019 e 2020, ricorda Draghi, la Commissione, pur dando atto dei progressi compiuti negli ultimi anni, ci esorta ad una serie di interventi specifici.

Per prima cosa: "aumentare l'efficienza del sistema giudiziario civile" e ciò potrà essere fatto "attuando e favorendo l'applicazione dei decreti di riforma in materia di insolvenza", ma anche "garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali", e "favorendo lo smaltimento dell'arretrato", oltre ad una "migliore gestione dei carichi di lavoro". Si dovranno poi adottare "norme procedurali più semplici", e coprire i posti vacanti del personale amministrativo, "riducendo le differenze che sussistono nella gestione dei casi da tribunale a tribunale". Infine non manca un accenno alla corruzione contro la quale serve un impegno concreto per favorirne la riduzione.

Per quanto riguarda il Fisco, Draghi afferma che "il sistema tributario è un meccanismo complesso, le cui parti si legano una all'altra. Non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta. Un intervento complessivo rende anche più difficile che specifici gruppi di pressione riescano a spingere il governo ad adottare misure scritte per avvantaggiarli".

"Una riforma fiscale – aggiunge - segna in ogni Paese un passaggio decisivo. Indica priorità, dà certezze, offre opportunità, è l'architrave della politica di bilancio. In questa prospettiva va studiata una revisione profonda dell'Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività. Funzionale al perseguimento di questi ambiziosi obiettivi sarà anche un rinnovato e rafforzato impegno nell'azione di contrasto all'evasione fiscale".

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