Fino a 5mila euro all’amministratore offeso
Diffamazione a mezzo stampa se le frasi lesive sono contenute in due lettere
Dare dell’«emerito idiota» all’amministratore può costare oltre 5mila euro. Lo ha deciso la Corte d’appello di Milano con la sentenza 7/2023.
Il caso da cui origina la lite nasceva da due lettere: la prima inviata all’amministratore personalmente e la seconda al legale del professionista. In entrambe, quest’ultimo veniva apostrofato come «emerito idiota», da cui è conseguito il reato di ingiuria e diffamazione.
L’onore e la reputazione - che si identifica con il senso della dignità personale in conformità all’opinione del gruppo sociale – costituiscono diritti della persona costituzionalmente garantiti (articolo 3 Costituzione) e la loro lesione legittima sempre la persona offesa a chiedere il ristoro del danno non patrimoniale, anche quando il fatto illecito non integri gli estremi di alcun reato. Tra l’altro nessuna provocazione – seppur riconducibile alla sede assembleare e alle discussioni sorte tra condòmini e mandatario - potrebbe mai giustificare un’offesa gratuita (Cassazione, 2197/2016). Interessante anche il processo di liquidazione del danno ancorato a presupposti oggettivi, pur collegati alla reputazione, personale e professionale, all’autorevolezza, alla notorietà del professionista e alla diffusione del mezzo utilizzato (le due lettere) . Il risarcimento è stato correlato ai parametri dell’Osservatorio di Milano in tema di diffamazione a mezzo stampa, ricorrendo al valore medio dello scaglione inferiore («Diffamazioni di tenue gravità»). Il condòmino è stato anche condannato al risarcimento del danno per lite temeraria, alla refusione delle spese di lite del giudizio, oltre che al versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.