La Corte europea dei diritti dell'uomo torna a chiarire i limiti all'azione degli Stati che, per ragioni di sicurezza nazionale o di ordine pubblico, adottano misure che di fatto impediscono l'accesso a contenuti e informazioni diffuse da una piattaforma come YouTube, compromettendo il diritto alla libertà di espressione (articolo 10 della Convenzione) sia dal punto di vista di chi trasmette i contenuti sia di chi li riceve

Corte europea dei diritti dell'Uomo - Sezione III - Sentenza 8 luglio 2025 - Ricorso 37027/22 - Commento - Presidente Pavli; Relatore Sancin; Google e altri contro Russia 

LA MASSIMA

Internet e informatica - Libertà di espressione - Divieto di diffusione di contenuti - "YouTube" - Manifestazione di dissenso politico - Questione di interesse generale - Non necessarietà dell'ingerenza in una società democratica - Misure sanzionatorie eccessive - Violazione della Convenzione. (Convenzione europea dei diritti dell'uomo, articolo 10)

Il blocco alla diffusione di contenuti su YouTube imposto da uno Stato così come l'ordine di trasmettere determinati contenuti di una rete televisiva, nonché le sanzioni elevate su Google che non esegue le decisioni dell'autorità nazionale che vanno in questa direzione, sono una violazione del diritto alla libertà di espressione e sono in contrasto con l'articolo 10 della Convenzione europea che tutela non solo il contenuto, ma anche la scelta dei metodi utilizzati per la disseminazione di idee e informazioni.

La Corte europea dei diritti dell'uomo torna a chiarire i limiti all'azione degli Stati che, per ragioni di sicurezza nazionale o di ordine pubblico, adottano misure che di fatto impediscono l'accesso a contenuti e informazioni diffuse da una piattaforma come YouTube, compromettendo il diritto alla libertà di espressione (articolo 10 della Convenzione) sia dal punto di vista di chi trasmette i contenuti sia di chi li riceve.

In particolare, con la pronuncia depositata l'8 luglio 2025 nel caso Google...

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