Revisione Tabelle danno biologico: "Opacità intollerabile per un comparto da 4,6 mld"
La denuncia dei medici legali (Simla) sulle modalità con cui si è raggiunto il traguardo
La revisione delle tabelle per la valutazione e la liquidazione del danno biologico non convince la Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (Simla). Il relativo contenuto, definito dalle strutture tecniche del MISE (Ministero Italiano Sviluppo Economico), con il supporto dell'IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), determina l'ammontare in denaro destinato a tutti danneggiati italiani che hanno subito lesioni o da incidente stradale o da fatti legati a responsabilità medica. E, dati Ania 2018, può essere stimato in 4.6 miliardi di € l'anno con un costo per sinistro intorno ai 200mila €, solo per i sinistri conseguenti a infortuni della strada.
"Il percorso che ha portato all'elaborazione delle tabelle – si legge in una nota della Simla - è stato lungo e poco trasparente: se nella prima fase avvenuta nel 2004 ha visto il coinvolgimento della Società Scientifica istituita da Ministero della Salute Società Italiana di Medicina Legale, nella seconda fase lo ha escluso". "E non solo – prosegue - il mondo medico-legale avrebbe avuto pieno titolo di essere consultato in qualità di principale utilizzatore nella pratica di queste tabelle nelle sue attività, ma anche per il suo diritto sancito dalla legge Gelli Bianco di contribuire alla stesura di linee guida e buone pratiche cliniche".
A queste tabelle, denuncia Simla ha invece lavorato "frettolosamente , per soli tre mesi, un Gruppo Tecnico nominato dal Ministero della Salute nel 2018, la cui composizione è ignota, così come lo sono le modalità secondo cui i componenti di questa hanno agito".
"Considerando le numerose implicazioni nel comparto assicurativo e sanitario pubblico e privato, - afferma Riccardo Zoja, Presidente di SIMLA - riteniamo assolutamente opaco e inaccettabile il procedimento che ha portato alla pubblicazione di queste tabelle. Cui si aggiunge il loro valore dal punto di vista clinico-scientifico, che siamo assolutamente disponibili a verificare e rivedere".