Giustizia

Cartabia: Upp incompatibile con la professione - Compensi ridotti se la lite è "temeraria o frivola"

di Francesco Machina Grifeo

La Ministra, in audizione in Commissione Giustizia della Camera, ha fatto il punto sull'attuazione del Pnrr che, con riguardo ai soli procedimenti civili e penali, determinerebbe un aumento del Pil, nel lungo periodo, fino all'1,7%". Riforma del processo tributario entro l'anno

Contenuto esclusivo Norme & Tributi Plus

"Sui parametri forensi siamo in fase di trattativa con la Ragioneria perché è un decreto che ha un impatto sulla spesa avendo un costo abbastanza significativo". Lo ha detto la Ministra della Giustizia, Marta Ca rtabia, in audizione presso la Commissione Giustizia della Camera, nell'ambito dell'esame della Relazione sullo stato di attuazione del PNRR. Cartabia ha poi ricordato che la Commissione Ue ha invitato l'Italia a intervenire sul tema. Mentre con il Consiglio nazionale forense, che nei giorni scorsi ha licenziato un testo che modifica il Dm 55/2014, è in corso "la dovuta interlocuzione".

In particolare, ha proseguito, "da un lato si individua una percentuale limite del 50% per determinare il margine entro il quale può essere esercitata la discrezionalità del giudice nella quantificazione delle spese legali; dall'altro c'è la previsione di ridurre i compensi per il difensore che patrocina liti che poi si rivelano temerarie o frivole". "Su questo punto - ha aggiunto - la pressione della Commissione europea è molto forte". È previsto poi, ha spiegato Cartabia, "un aumento della misura del compenso dell'avvocato che assiste la parte nelle procedure di mediazione e ADR, in modo da fungere da incentivo per questi strumenti". "Contemporaneamente – ha proseguito - abbiamo colto l'occasione per adeguare almeno tendenzialmente i valori parametrici del costo della vita dal 2014".

Novità anche per quanto riguarda gli avvocati impegnati nell'ufficio del processo. La Ministra ha parlato di "piccoli aggiustamenti" ma in realtà si tratta di un intervento normativo resosi necessario "per stabilire la continuità tra il vecchio tirocinio formativo e l'attività svolta nell'ufficio del processo, anche ai fini dell'accesso al concorso in magistratura". Cartabia ha poi annunciato l'incompatibilità con l'esercizio della professione forense: "Voi sapete – ha detto - che questo impegno è a tempo pieno, ha uno stipendio pieno, e quindi non è compatibile con lo svolgimento della professione forense". Diversi Ordini nelle settimane scorso erano intervenuti chiedendo di regolamentare la questione.

Un'altra questione è la distribuzione non omogenea dei vincitori (9.915 per 8.171 posti) per Corte d'appello: per esempio, ci sono delle scoperture a Genova, Venezia, Trieste, Brescia e Firenze, per cui "si dovrà provvedere a una redistribuzione presso le C.d.A. limitrofe. E probabilmente sarà anche necessario, ma serve un intervento normativo, attingere a un'unica graduatoria nazionale per non mandare disperse queste risorse qualificate".

Entro il 2022 poi dovrà essere terminata la Riforma della giustizia tributaria: "È una competenza – ha proseguito Cartabia - che il Ministero della Giustizia condivide con il Mef. È già al lavoro una Commissione. La strada che stiamo ipotizzando è quello di una legge immediatamente precettiva, dunque, non una legge delega perché la Commissione europea chiede il completamento della riforma tributaria entro il 2022".

Da portare a termine "velocemente" anche il lavoro sulla direttiva europea sul whistleblowing: "È un punto che la Commissione europea attende perché è uno strumento importante per il contrasto alla corruzione".

Cartabia ha poi ricordato che il Ministero è impegnato "nella grande opera" dell'attuazione dei decreti delegati "perché è assolutamente urgente portare a termine tutto il lavoro scrittura dei decreti legislativi, quelli del processo penale sono già in fase di elaborazione avanzata".

Riguardo invece il disegno di legge delega sull'ordinamento giudiziario, Cartabia ha affermato che non si trova in una mailstone del Pnrr ma che tuttavia "c'è un'attenzione altissima della Commissione europea". In generale, ha aggiunto, la "Commissione europea è molto attenta a quella parte dell'ordinamento giudiziario che riguarda gli incarichi direttivi e semi direttivi perché questo ha una attinenza molto stretta con l'attuazione degli obiettivi della riduzione dei tempi del processo".

Infine, sul fronte informatico sono previsti due grandi interventi: la digitalizzazione dei fascicoli giudiziari degli ultimi 10 anni, sono 10 milioni, entro il secondo trimestre del 2026. E l'altro "grande progetto" e la costruzione di una "enorme" data lake che permetterà di accedere ad una quantità "molto ampia di dati sulla giustizia". C'è poi la banca dati delle decisione di merito: "Poter conoscere gli orientamenti di merito va a vantaggio della certezza del diritto e dell'uguaglianza dei cittadini, senza portare avanti procedimenti conclusi sulla base di interpretazioni non corrette".

Per saperne di piùRiproduzione riservata ©