Professione e Mercato

Concessioni e privatizzazioni riprendono a gran ritmo in Brasile: prospettive e opportunità per le imprese italiane

Una nuova opportunità, dunque, anche per le piccole imprese italiane, che possono riscontrare difficoltà nell'aprire un dialogo con il Governo Federale brasiliano, ma che grazie alle privatizzazioni possono parlare con soggetti privati che magari già conoscono perché forniscono un altro Paese

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di Giacomo Guarnera*


Nonostante il contesto difficile ed estremamente impegnativo della crisi pandemica, il segmento delle concessioni e privatizzazioni mostra importanti potenzialità di crescita in Brasile. Una nuova opportunità, dunque, anche per le piccole imprese italiane, che possono riscontrare difficoltà nell'aprire un dialogo con il Governo Federale brasiliano, ma che grazie alle privatizzazioni possono parlare con soggetti privati che magari già conoscono perché forniscono un altro Paese.

Nell'ambito delle privatizzazioni, il governo dello stato di Rio de Janeiro ha pubblicato a gennaio di quest'anno l'avviso d'asta per la concessione del servizio di forniture idriche, raccolta e trattamento delle acque reflue al settore privato per i prossimi 35 anni, gestito precedentemente dalla Compagnia statale di acqua e trattamento acque Cedae. A maggio l'asta è stata battuta per R$ 22,7 miliardi, diventando così la più grande privatizzazione in questo settore in Brasile. Si tratta solo del primo passo di una serie di privatizzazioni pianificate: cinque nuove aste di servizi igienico-sanitari sono in attesa al Banco Nacional de Desenvolvimento Econômico e Social (BNDES), e si prevede che tre di queste dovrebbero finalizzarsi nel 2021, ovvero quelle relative a Amapá (R$ 3 miliardi di investimenti), Porto Alegre (R$ 2,1 miliardi) e Rio Grande do Sul (R$ 3 miliardi). Il potenziale è immenso: attualmente tale privatizzazione coinvolge solo il 7% dei comuni brasiliani con una copertura di 30 milioni di persone; le proiezioni di mercato stimano che, in un decennio, la partecipazione potrebbe raggiungere il 50% delle città del Paese.

All'asta 22 aeroporti 5 porti e una ferrovia

Per quanto riguarda le concessioni, il governo brasiliano ha indetto ad aprile 2021 Infra Week, una settimana dedicata alle aste pubbliche ferme da oltre un anno a causa della pandemia. In tre giorni, sono stati assegnati al settore privato 22 aeroporti, oltre che il primo tratto della Ferrovia di integrazione Ovest-Est (Fiol), a Bahia, e cinque porti.
In totale, le aste per i contratti di concessione indette dalla Borsa di San Paolo hanno prodotto R$ 10 miliardi – circa un miliardo e mezzo di euro – per opere infrastrutturali nel settore dei trasporti. Si stima che questi progetti genereranno circa 208mila posti di lavoro nell'arco della durata del contratto di concessione, che varia dai 10 ai 35 anni.
In particolare, la sezione 1 della Ferrovia di integrazione ovest-est (Fiol) riceverà un investimento totale di R$ 3,3 miliardi (pari a 490 milioni di euro), sufficiente per il completamento dei lavori che sono stati interrotti per più di dieci anni. Per quanto riguarda le compagnie aeree, il settore ha guadagnato R$ 6,1 miliardi (893 milioni di euro), grazie ai vincitori del consorzio Vinci Airports e Companhia de Participacoes em Concessoes. I cinque terminal portuali così assegnati si aggiungono agli altri 20 messi all'asta dal 2019. Nonostante la pandemia, il settore è cresciuto del 4,2% nel 2020, con contratti per un totale di oltre R$ 10 miliardi; altri 12 terminal dovrebbero essere messi a gara entro la fine dell'anno. A luglio è prevista una nuova asta per il sistema autostradale, con valore di aggiudicazione stimato in R$ 9,8 miliardi e la creazione di 170mila posti di lavoro.

Scenario futuro

Le buone prospettive per il settore delle infrastrutture sono determinate, da un lato, dalla scarsità di opportunità di investimento in progetti di questa natura in altri Paesi del mondo, e, dall'altro, dalla buona qualità tecnica dei progetti forniti dal Programma di Partenariato e Investimenti (PPI).

È vero che la crisi pandemica ha reso difficile portare avanti i programmi alla velocità desiderata; in alcuni settori, come i trasporti, i progetti hanno dovuto subire revisioni più severe. È stato il caso delle concessioni autostradali e aeroportuali, a causa del forte calo della domanda di questi servizi generato nel contesto della pandemia. In alcuni casi, la curva di domanda doveva essere rivalutata ed eventualmente riposizionata, al fine di adattarla alla nuova realtà. Infatti, la difficoltà di vedere con maggiore chiarezza lo scenario post-pandemia rende ancora complicato effettuare stime della domanda assolutamente attendibili. Di conseguenza, spetterà ai contratti disporre di meccanismi per la condivisione di tale rischio. In ogni caso, diverse aste sono già programmate e tante altre sono previste nel corso dell'anno.

Investire in Brasile non è semplice, tuttavia la crescita di privatizzazioni e concessioni può favorire anche le imprese italiane che vogliono associarsi a società locali che sanno bene come affrontare le difficoltà burocratiche del Paese latino, sviluppando in questo modo un network che comprende aziende italiane e brasiliane e rimuovendo gli ostacoli che frenano lo sviluppo delle relazioni economiche fra i due Paesi.

*a cura di Di Giacomo Guarnera, Avvocato e Socio Fondatore di Guarnera Advogados

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