Giustizia

Anm, bene 'sblocco' concorso in magistratura ma senza svilire le prove

In breve

La riduzione della durata della prova a sole 4 ore, in uno col riferimento alla redazione di un elaborato sintetico, rischiano di abbassare significativamente la valenza selettiva delle prove

La Giunta esecutiva dell'Associazione nazionale magistrati prende posizione sul Dl n. 44 del 31 marzo 2021 che ha previsto (all'art. 11) misure urgenti per lo svolgimento delle prove scritte del concorso per magistrato ordinario, in deroga alle disposizioni vigenti, in considerazione dell'emergenza pandemica in corso.

L'Anm esprime "apprezzamento per la scelta di sbloccare lo svolgimento delle prove concorsuali, indette con l'ormai lontano DM 29 ottobre 2019, rappresentando la vicinanza ai tanti aspiranti magistrati, molti dei quali già tirocinanti ex art. 73 L. 98/13, che attendono da anni di poter accedere al concorso".

Ed aggiunge che "le gravi scoperture che interessano da tempo l'organico della magistratura, la necessità di intervenire in modo energico sui tempi del processo, le prospettive legate al Recovery Fund, impongono un intervento urgente per la ripresa delle procedure concorsuali di reclutamento".

Sottolineano tuttavia "alcune criticità" che andrebbero risolte in sede di conversione. "La riduzione della durata della prova a sole 4 ore, invece delle otto ore ordinariamente previste, in uno col riferimento alla redazione di un elaborato sintetico – prosegue la nota dell'Associazione -, rischiano di abbassare significativamente la valenza selettiva delle prove, portando a privilegiare una tecnica di elaborazione nozionistica e poco argomentata, sacrificando la possibilità per il candidato di sviluppare appieno lo schema del proprio lavoro, di dimostrare la propria capacità di ragionamento e di valutazione critica degli istituti".

"La finalità di ridurre l'esposizione al rischio di contagio – prosegue il comunicato - non appare incompatibile con la previsione di tre prove scritte, sicché la previsione del sorteggio potrebbe costituire al più un'opzione residuale da valutarsi quale extrema ratio in relazione all'evolversi dell'emergenza pandemica". Mentre l'esigenza di ridurre l'esposizione a rischio "ben potrebbe essere garantita con la previsione di forme di partecipazione in più località, oltre che di un tampone da eseguirsi nelle 48 ore precedenti, anziché della dichiarazione sostitutiva prevista".

L'Anm auspica quindi che il legislatore, in sede di conversione, "tenga conto dei rilievi suesposti, nell'ottica di assicurare il giusto contemperamento tra la necessità di ridurre i rischi legati alla diffusione del coronavirus e l'esigenza che il concorso in magistratura garantisca una seria ed approfondita selezione dei candidati".

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