Lavoro

Magistrati onorari, la Consulta proclama lo sciopero dal 19 al 22 gennaio

di Francesco Machina Grifeo

In breve

"Conseguenze devastanti per 5mila servitori dello Stato" a causa delle sospensioni per Covid. Le Associazioni denunciano il "comportamento reiteratamente lesivo ed omissivo del ministro della Giustizia"

I magistrati onorari si asterranno dalle udienze e "dagli altri servizi di istituto" dal 19 al 22 gennaio 2021. Saranno dunque garantiti unicamente i servizi essenziali. Lo comunica la Consulta della magistratura onoraria con una lunga nota inviata, tra gli altri, al Presidente del Consiglio, al Ministro della Giustizia, ai presidenti delle Camere ma anche ai vertici dell'Unione europea.

Nel documento che ripercorre i passaggi più recenti che hanno impegnato i "non togati" nella battaglia per il riconoscimento di diritti che considerano negati ormai da vent'anni, le Associazioni richiamano il fallimento della "procedura di raffreddamento" esperita ad inizio di dicembre scorso per evitare l'astensione, denunciando il "comportamento reiteratamente lesivo ed omissivo del ministro della Giustizia".

Il ministero, infatti, lamentano i Gdp "non ha fornito alcuna concreta prova di resipiscenza rispetto all'impostazione del Ddl Bonafede n. 1438, in Senato, accompagnato, poi, dal Ddl Valente/Evangelista, ove si persiste nel non riconoscere alcunché ai magistrati onorari in servizio, si rinnova l'odioso cottimo a finanza invariata, si bypassano tutte le tutele giuslavoristiche per malattia e maternità, si pone la previdenza interamente a carico del lavoratore e si riconosce un'indennità fittiziamente chiamata ‘fisso", indecorosa". Non solo, i magistrati denunciano l'assenza di qualsivoglia provvidenza anche nella Manovra di bilancio, in relazione al triennio 2021-2023, "tanto da indurre i singoli di recente in sciopero della fame, nel totale silenzio ministeriale, ad annunciare la ripresa di questa forma disumana di protesta".

Al centro delle rivendicazioni rimangono "l'assenza di tutele assistenziali e le modalità di retribuzione a cottimo", una modalità che "per via delle sospensioni ex lege e della costrizione delle attività, in uno con lunghi periodi di malattia e quarantene, hanno prodotto devastanti conseguenze nella vita di 5000 servitori dello Stato e delle loro famiglie, rimasti privi di reddito e privi di adeguati indennizzi". Mentre "l'impegno economico profuso dal Governo", ricordato dal Sottosegretario Ferraresi, sarebbe null'altro che "un ricco risparmio di spesa, avendo il Ministero accantonato decine di milioni con la sospensione degli emolumenti ai magistrati precari, restituendo loro solo poche briciole - euro 600,00 - nei mesi di marzo e aprile".

Ma il nodo della questione è la pretesa "volontarietà" della funzione che porta a negare la qualifica di "lavoratore" agli onorari (la Cgue l'ha riconosciuta nel luglio scorso), nonostante la Commissione di Garanzia per lo sciopero nei servizi essenziali abbia affermato che anche a un magistrato onorario sono imposti i doveri propri della funzione esercitata, doveri chiosano "di certo incompatibili con qualsivoglia concetto di prestazione volontaria".

Dunque, proseguono, un magistrato precario "non può richiamare genericamente motivi di tutela della propria salute per sottrarsi a un grave rischio che non lo vede in alcun modo tutelato, ma lo Stato – secondo l'attuale impianto normativo – può considerarlo volontario o libero professionista a seconda della convenienza del contesto, e, sol per questo, trattarlo come carne da cannone".

Vengono poi ricordate le recenti parole del neopresidente della Consulta Coraggio sulla identità di funzione del giudicare e sul ritardo italiano nel fornire risposta alle istanze sollevate dalla Commissione Ue nel lontano ormai 2016. Oltre alle parole espresse ieri in una intervista dal presidente dell'Anm Santalucia: "Io credo che i 5mila giudici onorari e di pace che svolgono attualmente la professione hanno ricevuto un trattamento inaccettabile. Sono state date loro responsabilità sempre maggiori ma è mancato il pieno riconoscimento dei loro diritti che, al contrario, sono stati mortificati. Ecco allora, per quanto riguarda loro, credo che sia il caso di garantire i diritti di cui non hanno goduto."

Il lungo comunicato si chiude poi con una seri di "Allegati" giurisdizionali concernenti le recenti "vittorie" della Magistratura onorari: la sentenza della Corte Costituzionale n. 267/2020 sul rimborso delle spese di lite; il dispositivo della sentenza del T ribunale del lavoro di Napoli che ha aperto al riconoscimento di un trattamento economico e normativo equivalente a quello assicurato ai lavoratori comparabili; la sentenza ancora più esplicita del Tribunale del Lavoro di Vicenza che giudicando sul caso di un Got ha affermato il diritto della ricorrente di percepire un trattamento economico corrispondente a quello previsto per il ruolo di magistrato ordinario con funzioni giurisdizionali (classe stipendiale HH03)". Ci sono poi l'ordinanza di rinvio pregiudiziale alla Cgue del Tar Bologna sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro e l'Ordinanza Collegiale del Tar Bologna del 10.12.2020.

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