Amministrativo

Patroni Griffi: garantite risposte tempestive a normativa emergenziale - Tar non è arma da brandire per conflitti istituzionali

di Francesco Machina Grifeo

In breve

"Abbiamo assistito ad un certa ritrosia dello Stato ad esercitare funzioni di sua sicura competenza, quali la profilassi internazionale, e nell'azionare il potere sostitutivo", ha affermato il Presidente del Consiglio di Stato

"La giustizia amministrativa non ha mai rallentato il proprio corso, nemmeno nei giorni più terribili di questa pandemia. La tutela dei diritti non si è mai fermata. I magistrati hanno continuato le udienze, dapprima da remoto e poi, compatibilmente con il recedere della curva epidemiologica, in presenza; infine, in autunno, nuovamente da remoto. Fatta eccezione per le prime settimane di lockdown, è stato sempre assicurato al Foro il contraddittorio, in presenza o da remoto". "La costante e costruttiva collaborazione del Foro, anche attraverso l'adozione di protocolli, si è rivelata decisiva per il buon andamento del servizio". Lo ha detto il Presidente del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi presentando la "Relazione sull'attività della Giustizia Amministrativa" per il 2020 che si è svolta alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella . La cerimonia si è svolta davanti ad un ristretto numero di alte cariche dello Stato. Sono interventi anche l'Avvocato Generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli e il Presidente del Consiglio Nazionale Forense facente funzioni Maria Masi. Quest'anno, ha ricordato Patroni Griffi, ricorre il 190° anniversario dell'istituzione del Consiglio di Stato, che 132 anni fa assunse le funzioni giurisdizionali nell'Italia unificata, e il 50° anniversario dell'istituzione dei Tribunali amministrativi regionali.


La pandemia ha creato tensione nell'ordinamento
"Di fronte a una pandemia che ha acuito le disuguaglianze, il compito delle istituzioni di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale - ha proseguito il Presidente del Cds - si è fatto più pregnante e ha imposto decisioni politicamente difficili". "Si è assistito negli ultimi mesi ad una moltiplicazione di atti regolativi che, sprigionando una massa di prescrizioni dai contenuti frammentati, hanno sottoposto a inedita tensione non solo l'ordinamento giuridico, ma lo stesso tessuto politico e istituzionale del nostro Paese". "Le misure adottate nel corso dell'emergenza – ha continuato - hanno suscitato un dibattito che ha investito il sui limiti del potere di normazione secondaria del Governo e sull'esigenza di indirizzo e controllo parlamentare, con ripercussioni sul rapporto tra libertà fondamentali e riserva di legge rispetto dello stesso principio di legalità, in un contesto in cui il diritto alla salute ha assunto valenza tendenzialmente primaria".
"Abbiamo assistito purtroppo - ha continuato -, da un lato, all'assenza di una tempestiva ed effettiva cooperazione tra Stato e Regioni nella determinazione degli interventi da porre in essere, sintomo delle criticità della riforma costituzionale del 2001 nella gestione di situazioni di rilevanza nazionale; dall'altro, a una certa ritrosia dello Stato nell'esercitare funzioni di sua sicura competenza esclusiva (quali la profilassi internazionale) e nell'azionare il potere sostitutivo".

Ridotte le pendenze del 6%, del 9,7% al Tar
"Nel periodo che va dall'1 marzo 2020 al 31 dicembre 2020, la giustizia amministrativa ha smaltito, in entrambi i gradi, più di quanto abbia incamerato: 47.869 procedimenti definiti in primo grado (a fronte dei 34.895 incamerati) e 11.078 in secondo grado (a fronte dei 9.135 incamerati). Nonostante le difficoltà legate al periodo emergenziale, lo sforzo di abbattere l'arretrato è continuato, grazie anche al notevole lavoro della Sezione II, conducendo a un calo del 6% delle pendenze, in Consiglio di Stato, e del 9,7% presso i Tar". Ha proseguito il Presidente del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi.

"Particolarmente bassi, in appello, i tempi medi di definizione dei ricorsi in materia di appalti. Mentre l'uso delle sentenze in forma semplificata ha consentito una definizione in appello in 69 giorni del 26% delle cause per le quali era stata chiesta la sospensione cautelare della sentenza di primo grado". "Quest'anno, dunque, non solo non si è formato ulteriore arretrato, ma, grazie alla definizione nel 2020 di 13.221 appelli, si è assistito ad un calo delle pendenze, che risultano pari a 24.161 affari (pari alla somma tra i 22.696 ricorsi pendenti al 31 dicembre 2020 presso le Sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato e i 1.465 ricorsi pendenti al 31 dicembre 2020 presso la Sezione giurisdizionale del Consiglio di Giustizia della Regione Siciliana) e a 131.937 in primo grado".

Politica chiamata a scelte lungimiranti
"La ripresa dalla crisi sanitaria richiederà priorità nelle scelte politiche, nella speranza che si tratti di scelte lungimiranti capaci di una visione per il futuro delle prossime generazioni". "Bisogna saper leggere la contemporaneità guardando al futuro, perché possa davvero venire il "tempo dei costruttori" da Lei invocato, signor Presidente". Ha affermato Patroni Griffi rivolgendosi direttamente a Sergio Mattarella. "L'Europa, dopo le prime iniziali incertezze – ha proseguito -, ha dato prova di voler reagire ai disastri provocati dalla pandemia; ora tocca alle nazioni e soprattutto all'Italia. Non possiamo prenderci la responsabilità di far fallire la solidarietà europea: ora più che mai, dobbiamo saper spendere bene, con interventi strutturali che ci consentano poi di proseguire il cammino sulle nostre gambe, indirizzando le risorse, come sottolineato dal Governatore della Banca d'Italia, ‘dove si possono ottenere i rendimenti sociali più elevati'.

Giudice garanzia bilanciamento diritti individuali e collettivi
"Il giudice amministrativo non è né un'arma che talvolta sento brandire da un'istituzione contro un'altra, né, all'opposto, qualcosa da abolire: è la garanzia del corretto bilanciamento tra diritti individuali e collettivi ed è colui che chiamato a supplire al fallimento della leale cooperazione tra istituzioni (come è avvenuto, per esempio, per la scuola); ma si tratta di una supplenza temporanea, perché è solo con la leale collaborazione tra istituzioni che si rinsalda lo spirito di una comunità" .

"Prima o poi – ha proseguito - occorrerà anche ripensare l'assetto della giustizia amministrativa e la sua collocazione in una società che si spera avrà subìto una profonda trasformazione. Si dovrà trattare di riforme strutturali capaci di avvicinare ancor più la giustizia ai territori, in alcune materie, e ad accentuare l'immediatezza del sindacato in altre, assicurando di regola due gradi di giudizio, in corrispondenza di quella che sarà l'allocazione, si spera più chiara, dei poteri pubblici ai diversi livelli di governo".

L'emergenza sanitaria ha catapultato giudici in era tecnologica
"La pandemia ha catapultato anche i giudici nell'era della tecnologia e dobbiamo saperci stare: il processo telematico si è dimostrato un potente e flessibile strumento gestionale, funzionale sia alle esigenze di lavoro a distanza, sia al miglior andamento delle udienze". "Esso merita – ha proseguito - un maggiore investimento in termini di attenzione e di risorse (risorse che si sta cercando di ricomprendere nei settori di investimento del Recovery Plan) in modo da sfruttarne appieno le potenzialità, al contempo cogliendo le opportunità che la repentina evoluzione tecnologica offre anche sul versante della cd. intelligenza artificiale e della ricerca statistica, ambiti nei quali la giustizia amministrativa può assumere un ruolo pilota. L'intelligenza artificiale applicata al processo, potrà, se ben governata, incrementare certezza e prevedibilità delle sentenze, senza peraltro potersi tradurre in una cristallizzazione della giurisprudenza nel tempo (perché è proprio della giurisprudenza, nel quadro fornito dalla legge, adeguare il diritto alle esigenze di contesto concreto), in quanto i connotati della coscienza umana costituirebbero comunque uno scoglio insormontabile per l'intelligenza artificiale".

Masi (Cnf), norme emergenziali percepite come eccessive
"Il dialogo tra avvocatura e magistratura, quando consente lo scambio proficuo di opinioni ed esperienze, genera sempre buoni frutti. Nei decreti, infatti, sono state recepite le osservazioni dell'avvocatura così come in tutti i protocolli condivisi e sottoscritti relativi alla modalità di svolgimento delle udienze da remoto prima e in presenza dopo, è stato sempre garantito in maniera adeguata l'esercizio dell'attività di rappresentanza e difesa". Lo ha detto il Presidente del consiglio nazionale forense Maria Masi intervenendo alla cerimonia. "L'intervenuta legislazione emergenziale dei decreti e delle ordinanze – ha proseguito -, è stata percepita dai cittadini come un'eccessiva quanto ingiustificata forma di controllo piuttosto che come necessaria forma di tutela. Tanti, quindi, gli ostacoli rinvenuti in questa circostanza e certamente ancora pochi, rispetto alle esigenze palesate, quelli rimossi per ripristinare, in senso proprio, il principio di legalità". "Essenziale, invece – ha concluso -, come sempre, più di sempre, la funzione anche riequilibratrice della giustizia amministrativa, il cui accesso, a maggior ragione, deve essere garantito a tutti, anche sotto il profilo economico".

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