In tema di domicilio digitale l'indirizzo del registro Imi-Pec che sia stato attivato dal destinatario con riferimento a una specifica attività professionale può essere utilizzato anche per la notifica di atti a essa estranei. Così l'ordinanza 1615/2025 della prima sezione della Cassazione.

Corte di cassazione - Sezione I civile - Ordinanza 19 novembre 2024-22 gennaio 2025 n. 1615

LA MASSIMA

Processo civile - Domicilio digitale - Notifica alla Pec professionale - Anche per fini estranei a tale attività - Validità della notificazione - Momento di perfezionamento - Con la ricevuta di avvenuta consegna. (Legge 21 gennaio 1994, n. 53, articoli 3 bis e 3-ter; decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, come convertito, articolo 16-ter)

In tema di domicilio digitale, l'indirizzo risultante dal registro INI-PEC, che sia stato attivato dal destinatario con riferimento ad una specifica attività professionale, può essere utilizzato anche per la notificazione di atti a essa estranei, poiché nei confronti dei soggetti, obbligati per legge a munirsi di un indirizzo di posta elettronica certificata, la notifica si ha per perfezionata con la ricevuta di avvenuta consegna, non essendovi un domicilio digitale diverso per ogni singolo atto.

Chiamata a pronunciarsi su una questione annosa e controversa, la Prima sezione civile di Cassazione, nell'ordinanza n. 1615 depositata il 22 gennaio 2025, afferma che l'indirizzo PEC registrato nell'INI-PEC, anche se attivato per un'attività professionale specifica, può essere utilizzato per notifiche relative ad atti estranei a tale attività; consequentur, la proiezione del decisum del giudice nomofilattico coinvolge l'altro quesito relativo al momento di perfezionamento della notificazione che...

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