D’Ascola nuovo presidente della Cassazione, succede a Cassano
Lo ha deciso il plenum straordinario del Csm alla presenza del Presidente Mattarella
Pasquale D’Ascola è il nuovo primo presidente della Corte di Cassazione. A deciderlo il plenum straordinario del Csm, presieduto oggi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella sua veste di presidente del Consiglio superiore della magistratura. D’Ascola è stato nominato con 14 voti superando lo sfidante Stefano Mogini per un voto.
D’Ascola, fino a oggi presidente aggiunto della stessa Suprema Corte, prende il posto di Margerita Cassano, prima donna a ricoprire la carica di primo presidente della Cassazione, che il 9 settembre andrà in pensione.
“Con questa ripresa dei lavori si apre l’ultima fase dell’attuale consiliatura, anche con il rinnovo ormai prossimo della composizione delle commissioni. Auspico come sempre che il Csm continui ad assicurare tempestività e trasparenza alle proprie decisioni. Siamo tutti consapevoli che queste devono essere fondate su criteri ed elementi di valutazione al di sopra di pregiudiziali divisioni di parte”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine della seduta che si è poi congratulato con D’Ascola convinto che “il sapere giuridico e la sua lunga esperienza gli consentiranno di guidare con efficacia la Corte”. “Certamente rappresenterà un punto di riferimento anche per i lavori del Csm e del comitato di presidenza - ha aggiunto - che auspico vengano costantemente improntati al confronto leale e a un dibattito sereno, sempre con l’obiettivo dell’interesse istituzionale”.
Nato a Reggio Calabria sessantasette anni fa ma veronese d’adozione, sposato e padre di due figli, D’Ascola ha lunga carriera divisa tra Verona e Roma. La sua esperienza veronese è durata molti anni. Dall’83 al ’92 è stato pretore e poi giudice presso il Tribunale di Verona. Dal 2007 all’Ufficio del Massimario a Roma, quindi consigliere della Seconda sezione civile della Cassazione e componente delle Sezioni unite civili. Nel marzo del 2018, a sessant’anni, è stato diventato il più giovane presidente di sezione della Cassazione e dal 2023 presidente aggiunto della Corte. Figura vicina alla corrente progressista di Area, si è presentato con in dote quattro dei sei voti della Quinta Commissione, quella cioè competente sugli incarichi direttivi. E, poco prima della votazione, il vicepresidente del Csm Pinelli ha invitato a non leggere la proposta di presentare due candidati “in termini di fragilità o addirittura di spaccatura” del Consiglio “ma, viceversa, come appartenenza alla fisiologia istituzionale ed alla piena e legittima diversità di vedute proprie degli organi di garanzia nelle liberal democrazie”.
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