Il 21 aprile scorso, la Commissione europea ha pubblicato la Proposta di regolamento sull'approccio europeo all'Intelligenza Artificiale proponendo, per la prima volta in assoluto, un quadro giuridico europeo sull'IA. L'esigenza di agire e di coordinarsi a livello sovrastatale nasce proprio dalla rilevanza strategica dell'IA per l'Unione in ambiti quali l'economia, l'ambiente, la medicina, la giustizia.
Il regolamento segue un approccio basato sul livello di rischio e sugli usi di IA che creano un rischio inaccettabile, un rischio elevato e un rischio basso o minimo. La nuova proposta di regolamento prevede regole di trasparenza armonizzate, applicabili a tutti i sistemi di IA (titolo I), specifiche disposizioni per pratiche vietate di IA (titolo II) e per sistemi di IA classificati "ad alto rischio" (titolo III), come ad esempio la giustizia predittiva, e infine codici di condotta (titolo IX) per le altre attività professionali collegate al settore legale non ad alto rischio, come ad esempio i legal tech tools. In questo caso, il regolamento incoraggia i fornitori di sistemi IA non ad alto rischio ad applicare volontariamente i requisiti obbligatori per i sistemi IA ad alto rischio, prevedendo per esempio impegni volontari relativi alla sostenibilità ambientale, all'accessibilità per persone con disabilità, e via dicendo.
La nuova proposta di regolamento lo conferma: l'accelerazione nel percorso di digitalizzazione è evidente, e riguarda (sebbene in misura minore) anche i dipartimenti legali. Questa è però solo una delle innumerevoli sfide da affrontare. Anche sotto questo aspetto, il Legal Management può supportare i General Counsel e gli avvocati in-house a gestire i dipartimenti in modo efficiente e completo, a introdurre la tecnologia più adatta e a soddisfare le esigenze specifiche proprie e del business, grazie alla sua vasta raccolta di modelli, strutture e sistemi.
Prima di implementare una tecnologia, è però essenziale aggiornare la strategia della funzione legale per allinearsi con la strategia e le esigenze dell'organizzazione, identificando quali strumenti possono effettivamente supportare a mettere in pratica tale nuova strategia. La tecnologia è infatti solo una componente della trasformazione del dipartimento legale, e la sua efficacia dipende dalla qualità della strategia operativa del dipartimento stesso, e dai modi in cui le persone e i processi contribuiscono a raggiungere l'obiettivo.
Un nuovo aspetto che i dipartimenti legali del futuro devono prendere in considerazione, dunque, se intendono fare un uso avanzato delle tecnologie in un'ottica di trasformazione e rinnovamento della funzione legale. Occorre sapere come utilizzare e sfruttare al meglio gli strumenti di Legal Tech, per ottenere un miglioramento dell'efficienza.
Le prime iniziative di strategia digitale partono nel 2018, quando la Commissione europea e gli Stati membri si impegnano a collaborare e adottano il Piano coordinato sull'IA.
L'anno successivo, nel 2019, viene pubblicato il primo Rapporto sulla responsabilità per l'Intelligenza Artificiale e altre tecnologie emergenti, incentrato sui regimi di responsabilità delle tecnologie digitali emergenti; nello stesso anno, vengono rese disponibili anche le prime Linee guida etiche finali per un'Intelligenza Artificiale affidabile. In questi ultimi anni, tuttavia, il contesto tecnologico, economico e politico dell'IA si è notevolmente evoluto; per questo la Commissione europea ha presentato anche la revisione 2021 del piano coordinato, che rappresenta l'opportunità per aggiungere valore e rafforzare il ruolo globale dell'UE in materia di IA. Un numero sempre maggiore di utenti sta investendo nell'IA, e occorre agire in modo tempestivo per sfruttarne le opportunità e affrontarne le sfide.
*a cura di Alessandro Del Bono, Managing Associate Deloitte Legal e Annalisa Olivieri, Avvocato Deloitte Legal

